Arrivederci, Francesco.
La musica è iniziata ad essere ascoltata attraverso la sua musica.
Le playlist sono piene dei suoi brani. Farewell risuona più volte al giorno.
Ha insegnato ad amare e ad essere amati. Ha usato tutte le parole del vocabolario e ne ha inventate di nuove. È stata la colonna sonora di una vita.
La sua voce è tatuata nella pelle. È stato un catechismo.
Brani ascoltati a 13 anni che, riascoltati ogni anno, dicono sempre qualcosa di nuovo.
In un momento di difficoltà Scirocco ha curato.
La sua è una voce nata in Emilia, tra nebbie, pianure e osterie.
Bologna è stata casa, piazza, aula e palcoscenico.
Ha cantato la gente delle trattorie, degli studenti, dei cortei.
Ha raccontato l’odore del tortellino, del vino e della pioggia sui portici.
Nei suoi testi c’è la voce della provincia che diventa universale.
Ha trasformato il dialetto in poesia e la quotidianità in mito.
L’Emilia gli ha dato il ritmo, Bologna gli ha dato la lotta.
Ha attraversato fabbriche, università, piazze occupate e teatri.
È stato testimone e protagonista di una città che pensa e che resiste.
Ha messo musica sulla storia di un’intera regione.
Ha segnato la storia del ‘900 italiano con parole, canzoni e presenza.
Senza di lui mancherebbe un pezzo di memoria collettiva.
È entrato nei libri, nelle scuole, nelle discussioni.
Ha insegnato che cantare può essere anche un atto civile.
Bologna dei suoi anni
Era una città di studenti e di assemblee, di aule piene e di manifesti sui muri.
Le osterie di via del Pratello e di via Mascarella erano laboratori di idee.
Sui portici passavano cortei, chitarre e discussioni fino a tardi.
C’era l’Università che insegnava e la piazza che rispondeva.
Il jazz, il folk e la canzone d’autore si incontravano nei locali piccoli.
Si parlava di politica bevendo un bicchiere, si scriveva per strada.
Era una Bologna rossa, curiosa, testarda e generosa.
Una città che accoglieva chi arrivava da lontano e lo faceva sentire a casa.
Dove ogni canzone poteva diventare volantino e ogni verso una posizione.
Dove l’arte e l’impegno camminavano insieme, senza vergognarsene.
Politica e amore non possono essere separati.
Se si pensa male, si ama male. Politica e amore sono azioni.
Chi non parla di azioni non vale nulla. Chi non è curioso non vale nulla.
Oggi la tristezza “ci avvolge come il miele”.
Grazie per essere esistito.
Un angelo agnostico. Un apostolo da osteria. Una catena montuosa.
Un amore. Una politica.
Perché amare è un atto politico.




