La Treccani i 75 ANNI di Gianni Rock
Per la Enciclopedia della Musica Contemporanea Treccani Massimo Ranieri Gianni Rock fino al 1966 è uno degli esponenti più consapevoli della tradizione partenopea, in continuità con la grande tradizione melodica e sentimentale italiana.L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani celebra i 75 anni di Massimo Ranieri (Napoli, 3 maggio 1951), tra i più amati interpreti della canzone italiana, cui è dedicata una voce
nella nuova Enciclopedia della Musica Contemporanea. Nato e cresciuto nella zona popolare del Pallonetto di Santa Lucia, Giovanni Calone, questo il suo nome all’anagrafe, rivela fin dall’infanzia un precoce talento per il canto e l’intrattenimento, esibendosi per i turisti in locali e bar della sua città.
Scoperto nel 1964 dal discografico Gianni Aterrano, incide i primi 45 giri con lo pseudonimo di Gianni Rock, ottenendo giovanissimo i primi successi e arrivando persino ad accompagnare Sergio Bruni in tournée negli Stati Uniti. Il passaggio al nome d’arte Massimo Ranieri risale al 1966, quando viene scritturato dalla casa discografica CGD. L’anno successivo vince il Cantagiro come “giovane promessa” e
nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo con Da bambino, proposta anche dai Giganti. Il confronto tra le due versioni, osserva il musicologo Paolo Somigli, autore della voce, evidenzia uno stile lontano dalla corrente beat rivolta al pubblico giovanile e in continuità con la grande tradizione melodica e sentimentale italiana. Una linea interpretativa cui Ranieri rimane fedele ancora oggi e che segna il successo di alcune tra le sue canzoni più note: Rose rosse (1968), con cui vince il Cantagiro nel 1969,
e Se bruciasse la città, terza classificata a Canzonissima nello stesso anno.
A queste si aggiungono L’amore è un attimo, presentata all’Eurovision Song Contest nel 1971
(tornerà nel 1973 con Chi sarà con te), e Perdere l’amore, con cui ottiene la definitiva consacrazione vincendo il Festival della canzone italiana nel 1988. Artista completo e versatile, intraprende anche la carriera cinematografica con Metello (1970) di Mauro Bolognini, che gli vale il David di Donatello; mentre nel 1972 è protagonista dello spettacolo Musica sì 2 diretto da Vittorio De Sica al Teatro Sistina, da
cui viene tratto il disco dal vivo ’O surdato ’nnammurato, basato sui grandi successi della canzone napoletana. L’attività teatrale prosegue con il debutto nel teatro di prosa al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1976), cui seguono la collaborazione con Giorgio Strehler e il confronto con il teatro di Bertolt Brecht, fino al ruolo di Pulcinella nel 1987, maschera alla quale rimane profondamente legato. Negli anni successivi la sua attività continua lungo il doppio binario della recitazione e del canto, tra spettacoli, pubblicazioni autobiografiche e tournée celebrative di una carriera costantemente orientata alla riscoperta e alla valorizzazione della storia artistica di Napoli, di cui è considerato uno degli interpreti più autorevoli e consapevoli




