Sanremo 2026, seconda serata: il giro di boa che rimescola le carte
La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si apre con un verdetto importante: la gara delle Nuove Proposte vede trionfare Niccolò Filippucci e Angelica Bove, due nomi che confermano l’ottimo stato di salute della nuova scena italiana. Ma il cuore della serata è il ritorno dei 15 Big, che tornano sul palco per il secondo “giro di boa”.
Una conduzione tra ritmo e commedia
Al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini, la serata ha trovato linfa vitale in un Lillo straripante, capace di movimentare la kermesse e spezzare la tensione della gara. Ottima la prova di Pilar Fogliati, spalla colta e brillante, mentre Achille Lauro ha portato il suo tocco nel ruolo di co-conduttore, il risultato è un’alchimia di gruppo che funziona.
Le conferme e le scalate: chi sale e chi convince
Il secondo ascolto è spesso quello della verità. Ditonellapiaga chiude la serata con Che fastidio! dopo averla aperta ieri: la performance resta eccellente, un brano tecnicamente inattaccabile che non mostra crepe. Anche la coppia Fedez & Marco Masini con Male Necessario lancia un segnale chiaro: il brano ha il “tiro” giusto per puntare alla vittoria finale, confermando una solidità che li rende tra i favoriti assoluti.
Tra le sorprese della serata c’è Enrico Nigiotti: la sua Ogni volta che non so volare si sta facendo strada lentamente, con quelle vibrazioni alla Brunori Sas che profumano di scalata verso i piani alti della classifica, contro ogni pronostico iniziale. Crescono anche LDA & AKA 7even: Poesie Clandestine è un pezzo dichiaratamente radiofonico che, col senno di poi, trova la sua collocazione perfetta nel mosaico di questo Festival.
Nota di merito per Nayt e le Bambole di Pezza: il primo convince sempre di più per l’equilibrio tra testo e produzione in Prima che, mentre le seconde confermano una potenza dal vivo che rende il loro brano uno dei più coinvolgenti dell’edizione.
Tra tormentoni e zone d’ombra
Se Dargen D’Amico con AI AI inizia a sprigionare l’effetto tormentone – pur rimanendo molto fedele al suo stile ormai riconoscibile – altri protagonisti sembrano fare più fatica. Tommaso Paradiso con I Romantici, nonostante l’alta rotazione radiofonica già in atto, non riesce ancora a stupire troppo.
Anche Ermal Meta, pur avendo un testo di rara bellezza, sembra penalizzato da una produzione che in alcuni passaggi distrae dall’emozione centrale del brano. Stessa sorte per Patty Pravo: la sua Opera è ben eseguita e scritta, ma fatica a svettare nel confronto diretto con le sonorità più contemporanee in gara.
Segnali di stanchezza e incertezze
Meno brillanti le prove di Levante, che pur mantenendo una vocalità impeccabile non sembra raggiungere i picchi dei suoi brani storici, e di Chiello, la cui interpretazione di Ti penso sempre continua a risultare troppo debole per incidere sul palco dell’Ariston. J-Ax propone un Italia Starter Pack dal sound interessante, ma che fatica a trovare un posizionamento chiaro nella competizione.
In coda, la nota di colore della serata: Elettra Lamborghini. La sua Voilà non sembra aver ancora conquistato la sala stampa, e l’esibizione si è chiusa con uno sfogo della cantante sui “festini bilaterali”, momento che diventerà sicuramente virale, ma che lascia qualche dubbio sulla messa a fuoco della performance musicale.
La classifica provvisoria vede tra i 5 favoriti: Ermal Meta, LDA e Aka7even, Fedez e Masini, Nayt e Tommaso Paradiso.




