Arte a Roma: le mostre da non perdere a febbraio
Questo mese, la capitale propone una ricca selezione di mostre capaci di parlare a pubblici diversi, dagli appassionati di arte decorativa a chi è attratto dalle ricerche più sperimentali. A febbraio, Roma invita a vivere l’arte come esperienza di cura, a riscoprire uno dei grandi maestri dell’Art Nouveau e a lasciarsi coinvolgere in un progetto artistico immersivo. Non resta che scegliere da dove cominciare.
Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione – Palazzo Bonaparte

Litografia a colori, 72,7×55,2 cm.
Foto: Mucha Trust 2025
Tra le mostre più attese dedicate all’Art Nouveau arriva “Un trionfo di bellezza e seduzione”, la grande retrospettiva su Alphonse Mucha, la più ampia mai realizzata in Italia sull’artista. A ospitarla è Palazzo Bonaparte, nel cuore di Roma, che torna a essere protagonista della scena espositiva internazionale dopo il successo delle mostre dedicate a Monet, Escher, Van Gogh e Munch.
L’esposizione, curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti, è prodotta da Arthemisia in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino. Il filo conduttore della mostra è la figura femminile, celebrata da Mucha come emblema di grazia, forza e modernità.
Il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche e cronologiche e riunisce oltre 150 opere, tra manifesti, dipinti, arredi e oggetti decorativi che ripercorrono la vita e la carriera dell’artista. Non mancano alcune delle sue serie più iconiche, come The Four Seasons e Zodiac. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di design, arte decorativa e per chi ama l’atmosfera raffinata della Belle Époque. La mostra sarà visitabile a Roma fino all’8 marzo 2026.
“Contenuti per la cura” di Cecilia Cocco e Daniela Flores – Palazzo Merulana

Foto: romatoday.it
Fino al 15 marzo, Palazzo Merulana ospita una mostra che invita a immergersi nel dialogo tra le ricerche artistiche di Cecilia Cocco e Daniela Flores. Curato da Giovanna Zabotti, il progetto mette in relazione due voci differenti ma complementari, riflettendo su come arte e bellezza possano agire come strumenti di cura, non solo sul piano estetico ma anche su quello emotivo e percettivo.
Attraverso la pittura, Cecilia Cocco indaga simbolismi sospesi tra reale e onirico: elementi isolati, ambigui, che si caricano di significati legati alla memoria e all’esperienza interiore. Daniela Flores, invece, utilizza il linguaggio fotografico per esplorare crepe, segni e fragilità, reinterpretandoli non come limiti o mancanze, ma come spazi di possibilità e trasformazione.
Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza intima e immersiva, accompagnando il visitatore verso una dimensione di contemplazione e riflessione profonda. Una mostra che offre uno sguardo sensibile sull’arte contemporanea e invita a ripensare il concetto di bellezza come qualcosa di più stratificato, consapevole e profondamente umano.
Bar Far, installazione artistica e bar sperimentale – Villa Lontana, Trastevere, Roma

Foto: Jasper Fry
Dalle menti di Clementine Keith-Roach e Christopher Page nasce Bar Far, un progetto che supera i confini della mostra tradizionale per trasformarsi in un’installazione artistica abitabile, capace di funzionare anche come bar. Il cuore del progetto è la creazione di un ambiente immersivo, una vera e propria opera d’arte totale — in tedesco Gesamtkunstwerk — in cui arte, spazio e pubblico si fondono in un’unica esperienza.
All’interno di Bar Far, riferimenti all’antico e al barocco si intrecciano attraverso illusioni visive, materiali e stratificazioni simboliche, dando vita a uno spazio che gioca costantemente tra realtà e finzione. In questo contesto, lo spettatore — o meglio, il cliente — non è semplice osservatore, ma diventa parte attiva dell’opera, coinvolto direttamente nella sua dimensione narrativa e sensoriale.
Il progetto è spesso animato da performance, incontri e momenti di condivisione, che ampliano ulteriormente l’esperienza e invitano a una fruizione totale, a 360 gradi. Bar Far è anche un bar reale, in dialogo ideale con la tradizione degli storici art-bar, come il Caffè Greco frequentato da Giorgio de Chirico, luoghi in cui la pratica artistica si intrecciava naturalmente con la vita sociale.
Si tratta di un’esperienza consigliata a chi è alla ricerca di qualcosa di non convenzionale, lontano dalla classica visita museale: un progetto da esplorare senza fretta, lasciandosi coinvolgere. Bar Far resterà a Roma fino al 14 marzo, come uno spazio da vivere prima ancora che da osservare.




