Parque Nacional Canaima
No. Qui non scriverò del rapimento di Maduro né di alcune delle attuali politiche internazionali dai risvolti particolarmente problematici; scriverò, invece, dei 30.000 km² di un’area naturale protetta che si estende fino alla frontiera di Guyanae del Brasile. Si tratta del Parque Nacional Canaima (Parco Nazionale di Canaima), situato nello stato di Bolivar, in Venezuela, e dichiarato patrimonio UNESCO nel 1994. Istituito inizialmente come Parco Nazionale nel 1962, Canaima custodisce la sorgente del fiume Caroni capace di alimentare le acque della principale centrale idroelettrica del Venezuela (Guri), la quale fornisce il 70% dell’elettricità del paese. Una grande parte del parco, corrispondente al 65% della sua superficie, è costituita dai Tepuyes: spettacolari altopiani caratterizzati da vertiginose pareti verticali e da ecosistemi notevolmente singolari. I Tepui (tepuyes in spagnolo)sono annoverati tra le formazioni geologiche più antiche del pianeta, risalenti fino a 2000 milioni di anni. La conformazione geologica non è la sola a destare la curiosità di molti: datata circa 4.000 anni fa, è una serie di pitture rupestri appartenenti ad una cultura ancora sconosciuta. I ritrovamenti, accuratamente documentati da una squadra internazionale di archeologi, sono stati effettuati in differenti località della presente area: 80 gruppi di pitture distribuiti in più di 50 siti. Le rappresentazioni sembrano essere state realizzate in ocra rossa, un pigmento naturale proveniente dai minerali ferrosi. Si possono osservare figure antropomorfe, forse impegnate in attività di caccia oppure di altro genere; numerose figure zoomorfe (in particolare, cervidi, rettili e uccelli), e molteplici motivi sia geometrici che astratti. Secondo alcune interpretazioni, si ipotizza che il territorio fosse stato abitato da almeno una popolazione precedente all’arrivo delle culture conosciute della storia precolombiana: “represents a new culture previously unknown” (José Miguel Pérez-Gomez).Il team di ricerca, guidato dall’archeologo Pérez-Gomez, ritiene che il linguaggio geometrico dei disegni di Canaima avesse subito una graduale evoluzione in tipi raffigurativi complessi e articolati come quelli rilevati in altri siti del Venezuela. Per tale ragione, gli studi sui particolari pittogrammi e petroglifi potranno aiutare ad approfondire la conoscenza sugli antichi abitanti della regione: “most probably had a meaning and an importance within the landscape” (José Miguel Pérez-Gomez).Con i suoi versanti scoscesi e le tracce misteriose di un antico passato, il Parco Nazionale di Canaima presenta, non a caso, un ambiente naturale unico dal grande interesse geologico e archeologico. Avvicinandosi al settore occidentale dell’area naturale, e raggiungendo l’altopiano Auyán-tepuy, si rimane, ancora una volta, incantati da una delle cascate più alte del mondo, il Salto Angel, che conta ben 979 metri di altezza. La cascata prende il nome dall’aviatore americano Jimmy Angel, il quale, per la prima volta, nel 1937, la rese nota al resto del mondo. Tuttavia, gli abitanti della regione, già a conoscenza del sito, lo avevano nominato Kerepakupai Vená (Salto del luogo più profondo). Ed è proprio qui, di fronte alle enormi cascate così suggestive da far invidia ai più sofisticati paesaggi di Pandora, e ad una memoria umana fortemente intrecciata con il contesto, che le categorie e i significati di proprietà, patrimonio, possesso, sovranità e dominio, si dissolvono lasciando spazio ad un profondo ed intimo senso di meraviglia.




