La Crusca si espande: nominati 15 nuovi accademici
Continua l’espansione dell’Accademia della Crusca, che dal 1583 ad oggi si premura di difendere quello che l’Accademia stessa definisce la purezza dell’italiano. È interessante apprezzare a distanza di oltre quattro secoli, come quel gruppo di “Crusconi”, nato in antagonismo con l’Accademia fiorentina e quel Cosimo I de Medici che mal sopportarono, si sia fatto strada nella storia e si imponga ancora oggi come baluardo della lingua italiana. Da quel manipolo di letterati amanti della cultura, ma parimenti dell’ironia, germina una storia secolare fatta di progressi, evoluzioni, con le forti radici di una tradizione intramontabile.
Volgendo oggi lo sguardo a quella stessa Accademia, notiamo come le dimensioni siano decuplicate, arrivando lo scorso martedì 29 aprile ad un totale di 114 accademici, comprensivi delle 15 nomine che hanno incoronato una accademica ordinaria, Valeria Della Valle, undici accademici corrispondenti italiani, Alvise Andreose, Roberta Cella, Sergio Lubello, Giuseppe Marrani, Andrea Mazzucchi, Francesco Montuori, Alessandro Parenti, Massimo Prada, Raffaella Setti, Cecilia Robustelli e Fabio Rossi, ed infine due accademiche corrispondenti estere, Éva Buchi, Rita Marnoto e Snežana Milinković.
Per completezza di narrazione ricordiamo allora come l’Accademia si articoli proprio in queste tre categorie, dove gli accademici ordinari si impongono con i loro 48 membri, seguiti dai corrispondenti esteri (37) e chiudendo il cerchio con i corrispondenti italiani (29), a cui si affianca di diritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accademico ad honorem. Emerge allora con vigore questo dato curioso della corrispondenza estera della Crusca, che si pone ancora in termini di espansione, trovando l’Accademia stessa ora riscontro anche in Paesi come il Portogallo e la Serbia, oltre ad un irrobustimento circa la presenza in territorio francese.
Ed è proprio su questo angolo visuale che pone l’attenzione l’attuale presidente Paolo D’Achille, pago di un’espansione che porta l’Accademia ad un record storico:” Il corpo accademico non è mai stato così ampio: con queste nomine si rafforzano ambiti di studio propri dell’Accademia, ma si aprono anche nuove prospettive di ricerca”. Conforta ovviamente anche la nuova linfa che forze giovani sono in grado di trasmettere, affiancate dalla crescente componente femminile di cui si compiace il presidente. Il profilo dei nuovi accademici è assolutamente degno di nota, coerente con una impostazione che l’Accademia ha voluto dare a sé stessa sin da quel circolo che in Firenze si proponeva di combattere la pedanteria classicista senza che ciò compromettesse lo scopo principale del gruppo, prettamente letterario, estrinsecandosi in dispute letterarie di alto livello.




