Ramadan: oneri e onori del Mese Sacro
Sul volgere della prima settimana di Ramadan, coincidente con quella che quest’anno per i cristiani segna l’inizio della Quaresima, appare opportuno e sicuramente degno di curiosità uno sguardo ad una realtà, non solo rilevante, ma in rapida espansione anche nell’ambito del Vecchio Continente.
Il mese sacro del mondo islamico
Il 1 Marzo 2025 è ufficialmente iniziato il mese sacro per il mondo islamico, chiamato appunto Ramadan, nono mese del calendario islamico. L’importanza di questo mese nella cultura musulmana è direttamente legata alla commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto, “Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185). Un primo dato immediatamente apprezzabile riguarda la mobilità di questa ricorrenza, collocata in un giorno dispari dell’ultima decade di Ramadan; viene chiamata Laylat al-Qadr (Notte del Destino) e definita dal Corano come “migliore di mille mesi”, la notte più sacra dell’anno.
Ricordiamo preliminarmente che il calendario islamico è di tipo lunare, dunque fa riferimento ai cosiddetti mesi sinodici o lunari, il cui principio si rinviene nell’avvistamento della prima falce di luna crescente visibile in cielo, con conseguente variazione dello stesso inizio di Ramadan. È interessante sottolineare sin d’ora come si richieda ai fedeli di procedere ad un avvistamento diretto della luna, non avendo portata scriminante neppure gli ostacoli metereologici, per lo meno nel rispetto ortodosso degli hadith, sulla scorta della considerazione per cui tali impedimenti si rinvenivano già dai tempi di Maometto.
I precetti del Ramadan: dal digiuno…
Al di là di quelle che sono precisazioni storico-cronologiche, volgiamo ora l’attenzione sui precetti che questo mese porta con sé, tra credenze comuni e purificazione degli animi. Nel corso di questi 29 o 30 giorni (sempre soggetti a variazione in base alla luna) si richiede ai fedeli l’osservanza di un digiuno che si spande dall’alba al tramonto, noto come sawn. Più nel dettaglio, il digiuno viene preceduto da un pasto che anticipa l’alba, noto come suḥūr, e seguito da un altro che deve attendere il tramonto, detto ifṭār. In virtù della vastissima diffusione dell’Islam nel mondo e la varietà culturale che ad esso si affianca, sarebbe vana la ricerca di un canone unico per tali pasti, declinati nelle differenti realtà ma accomunati da una persistente presenza dei datteri, utilizzati dal profeta Maometto per interrompere il digiuno.
…all’introspezione spirituale
È ovviamente un mese che non si limita ad una mera astensione alimentare, affondando le proprie radici in una introspezione in chiave spirituale, mediata dall’invito alla preghiera, alla beneficenza e ad azioni caritatevoli. Su questa scia si collocano allora i divieti di bere, fumare, praticare attività sessuali…per soffermarci ai comunemente più noti. Si richiede in questo mese una lotta particolarmente intensa contro i cattivi pensieri, la rabbia, le cattive azioni, ritenendo che le ricompense spirituali siano moltiplicate. In virtù di questa, sia pur breve, disamina sulla celebrazione de Ramadan, risulta naturale cogliere i molteplici punti di contatto con la – a noi vicina- Quaresima, superando preconcetti culturali e riconoscendo un virtuosismo insito alla fede, in tutte le sue estrinsecazioni. Evidente dunque questa ricerca di una crescita spirituale che avvicini l’uomo a Dio come ad Allah, sulla scorta di un percorso improntato alla riflessione ed alla misericordia.
Al di là delle declinazioni che il credo nei millenni ha conosciuto, possiamo comunque riscontrare un filo che lega i cinque continenti, che mira alla sublimazione dello spirito umano, e che va apprezzato nella sua stessa ratio nel tentativo di elevare l’uomo dal cinismo della vita terrena verso un modello spirituale, certo ideale, ma guida nella piena conoscenza di sé e nel miglior sviluppo della vita sociale.




