Ada d’Adamo vince il Premio Strega 2023
La terza vittoria postuma nella storia del Premio Strega. In "Come d'aria", romanzo vincitore di quest'anno, Ada d'Adamo cela il nome di sua figlia e racconta un nuovo tipo di solitudine, portato dalla disabilità. Il corpo diventa la chiave per esprimere un amore profondo.
Come d’aria (edito da Elliot) di Ada d’Adamo vince la 77esima edizione del Premio Strega, conferito all’autrice dopo la sua triste scomparsa, avvenuta il 1 aprile.
Il romanzo ha conquistato la giuria con la sua bellezza disarmante, guadagnando 185 voti.
Come d’aria, come Daria
Ada d’Adamo scopre di essere tra i finalisti poco prima di spegnersi. Ha 55 anni, nel 2017 ha scoperto di soffrire di una grave malattia.
I toni malinconici di “Come d’aria” sono dovuti a questo, ma soprattutto alla disabilità della figlia Daria, il cui nome si cela nel titolo del libro.

Quando scopre di avere un tumore, Ada ha paura. Più che paura per se stessa, è la paura di perdere il contatto fisico con sua figlia.
Da sempre, il corpo è la più grande passione di Ada, perché, prima di una scrittrice, è una ballerina. Si è infatti formata all’Accademia Nazionale di Danza e laureata in Discipline dello Spettacolo.
Una solitudine diversa
Il corpo diventa il nucleo della sua vita e del romanzo, definito come un libro di “narrativa domestica”. Racchiude infatti la pluralità delle vicende di madre e figlia, le fatiche quotidiane, rabbia, segreti, ma anche gioie inaspettate e momenti di infinita tenerezza.
Ada si sofferma sull’importanza della comunicazione non verbale, necessaria quando si ha di fronte chi non può fare altrimenti.

Scrive per far arrivare un messaggio, ovvero che vivere in questa situazione significa essere irrimediabilmente, definitivamente soli. Non si può tornare indietro, perché questa particolare solitudine ci mangia da dentro, è fatta di puntini piccoli, uno vicino all’altro.
Ma scrive anche per donare, a chi legge, un po’ di calore e comprensione: così Come d’aria si caratterizza per la sua fusione tra verità e conforto.
Un romanzo da subito vincitore
Ada d’Adamo è la dodicesima donna a vincere il Premio Strega, ma non solo.
Prima di arrivare a Villa Giulia, dove ogni anno si tiene il concorso letterario, Come d’aria è passato per il Monk di Roma, vincendo lo Strega Off.
E prima ancora, si è aggiudicato il Premio Strega Giovani, toccando i cuori di 83 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni, provenienti da diverse scuole in Italia e all’estero.
Sia quest’ultimo riconoscimento che quello di Villa Giulia sono stati ritirati dal marito di Ada, Alfredo Favi, che lo ha definito “un premio inaspettato e meritato”.
Va ricordato infatti che il libro era stato precedentemente rifiutato da diversi editori, prima di finire nelle mani di Loretta Santini, presso Elliot, che ha sempre avuto fiducia nel progetto.

Fiori sulla giacca
Non è la prima volta, nella storia del Premio Strega, che ci si imbatte in una vittoria postuma. Ciò è accaduto infatti con altri due premi: Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1959) e Passaggio in ombra di Maria Teresa di Lascia (1995).
Premiare dopo un tragico evento appare per molti come qualcosa di “scontato”, se non un cliché di cattivo gusto. Come d’aria ci insegna però che le parole attraversano il tempo.
Spesso infatti l’arte sopravvive al suo creatore o creatrice, ma in ciò consiste la sua unicità e da questo deriva il dovere di riconoscerla.




