Mondo Nuovo: oltre i confini dell’emigrazione
“Mondo Nuovo” è il romanzo autobiografico, edito per Rubbettino, di Giovanna Miceli Jeffreis, autrice di libri e di numerosi saggi critici sulla letteratura italiana contemporanea e professoressa emerita presso la University of Wisconsin. Il romanzo porta alla luce i risvolti psicologici e le storie più autentiche e profonde dell’emigrazione vissuta sulla pelle dell’autrice in vari momenti della sua vita.
L’infanzia in Sicilia
Nata in Sicilia, a Ribera, la protagonista fa i conti con la mancanza della figura paterna durante l’infanzia sua e dei fratelli. Il padre, per garantire un futuro migliore ed economicamente più florido alla propria famiglia, emigra in Venezuela, luogo di opportunità, in cui apre una macelleria. La lontananza del padre lascerà sua moglie in un limbo, tra lo sgomento e la disapprovazione dei familiari nei riguardi di un tetto familiare senza un uomo a prendersene cura. In questa prima parte del romanzo, emerge la mentalità tradizionale della Sicilia della metà del secolo scorso, in un netto e scomodo contrasto con lo spirito curioso ed emancipato della protagonista. È proprio dalla prospettiva di una bambina di quinta elementare che iniziano ad emergere i primi effetti della migrazione e sentimenti di precarietà e vergogna.
“Le donne che frequentavano la mia casa commiseravano mia madre, vedova bianca dopo la partenza di mio padre per il Venezuela”. In effetti, vedova bianca è proprio il termine giusto per descrivere la figura materna della protagonista: la donna si sottrae alla vita sociale, a feste di piazza e uscite al cinema poiché considera inaccettabile il divertimento e gli svaghi con un marito emigrato. Ciò nonostante, dotata di carattere forte e resiliente, sarà in grado di sacrificare tutto per il bene dei figli.
Per Giovanna, alla fine della quinta elementare, inizieranno i primi dubbi verso la figura paterna così distante La protagonista vive con immenso sgomento la titubanza del padre nell’acconsentire al proseguo degli studi della figlia: come può un estraneo che si trova a migliaia di chilometri prendere una decisione così importante?
L’adolescenza a Montreal
Il Venezuela entra in crisi e l’inflazione rende insostenibile la permanenza del padre. A 18 anni, dopo il tanto sudato diploma, la protagonista emigra in Canada, a Montreal, con la sua famiglia al completo.
Questo secondo assaggio di emigrazione sarà molto più amaro del primo perché coinvolgerà la ragazza in prima persona.
“L’infinito che mi si prospettava davanti non era figurativo, evocativo e avventuroso: era verbale. “Emigrare”: un buco nero, un oceano tenebroso, un temuto sconfinare. Emigrare era lasciare tutto quello che conoscevo e amavo. Ma soprattutto, emigrare era perdere quell’estate, l’estate dopo il diploma, su cui fantasticavo da tanto tempo.”
L’autrice vive con grande disorientamento e apprensione la migrazione in Canada, si ritrova spesso a pensare alle sue amiche in Sicilia e conoscerà lo spettro della solitudine. È a Montreal che farà le sue prime esperienze di lavoro: durante la mattinata in fabbrica e il weekend a dare lezioni di italiano. Il disagio avvertito in fabbrica, dopo tanti sacrifici per studiare, è attenuato proprio dal vestire gli abiti di insegnante nel fine settimana.
La vita da giovane donna negli USA
Nella primavera del 1972, dopo ben sette anni di permanenza in Canada, la famiglia si sposta negli Stati Uniti, dopo il matrimonio della sorella di Giovanna con un giovane italoamericano del New Jersey. Terzo ed ultimo processo di migrazione, sarà il più duro. La famiglia lascia alle proprie spalle in Canada una ritrovata quotidiana normalità e l’aggregazione di una comunità italoamericana ben sedimentata per andare incontro al caos del New Jersey. La vita americana si rivela subito molto diversa rispetto alla parentesi amena canadese e la protagonista non tarda ad accorgersene. Tuttavia, sarà la terra dell’American Dream, che offrirà silenziosamente tante opportunità alla protagonista, a partire dal lavoro nella redazione di “Mondo Nuovo”, rivista mensile di cultura italiana, per poi terminare nella possibilità di seguire un dottorato. E sarà tra i corridoi del campus universitario che la protagonista incontrerà William, brillante giovane americano e figlio di divorziati.
L’Italian Dream
L’autrice è stata capace di costruire, con grande empatia, un racconto che oltrepassa i confini delle biografie tradizionali, accogliendo il lettore in un’intimità condivisa e offrendo nuovi spunti di riflessione su uno dei grandi temi dell’umanità: l’emigrazione. Chi si cimenta nella lettura di “Mondo Nuovo” viene reso parte integrante di una narrazione estremamente intima, in cui l’emigrazione è sia sfondo che perpetua costante del processo di crescita di una giovane donna, dall’infanzia in Sicilia, al lavoro in fabbrica in Canada, alla carriera accademica negli Stati Uniti. Spesso di fronte a grandi temi come quello dell’emigrazione, storie di normalità come questa aiutano ad aprire la mente e a cogliere nuovi spunti di riflessione.
Attraverso la sua scrittura coinvolgente, l’autrice ci ricorda che dietro ogni storia di emigrazione ci sono risvolti psicologici e storie autentiche che meritano di essere ascoltate e comprese. “Mondo Nuovo” ci invita a considerare l’emigrazione non solo come un fenomeno sociale, ma come un percorso individuale ricco di sfumature e insegnamenti. È un invito a riflettere sul valore dell’appartenenza, dell’adattamento e della ricerca di un nuovo equilibrio in una terra straniera. In definitiva, questo libro ci offre una prospettiva intima e profonda sull’emigrazione, suscitando emozioni, cambiando il nostro modo di vedere il mondo e lasciandoci con una maggiore comprensione della complessità dell’esperienza migratoria.




