Omicidio Rea: Forse vicini ad una svolta! Sotto inchiesta un cellulare nascosto e una soldatessa camorrista

di Roberto Mattei

Si fa sempre più intricato il giallo di Melania, tanto che  dopo gli ultimi fatti di cronaca si è arrivati a ipotizzare anche un assassinio maturato negli ambienti della criminalità organizzata, forse commissionato da qualcuno o ancor più una vera e propria spedizione-esecuzione punitiva. Al momento, sotto esame un telefonino rinvenuto in seguito a una segnalazione avvenuta il giorno 10 giugno che si pensa possa appartenere a Salvatore Parolisi, marito della vittima.

Sono trascorsi circa due mesi da quel mercoledì 20 aprile allorché, in un bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, venne ritrovato il corpo senza vita di Carmela Rea, detta “Melania”, la ragazza 29enne scomparsa da Colle San Marco in provincia di Ascoli Piceno il 18 aprile scorso in circostanze misteriose.

Per questo fatto, di cui resta ancora sconosciuto il movente, l’esecutore materiale e l’eventuale mandante, sono state fatte tante supposizioni sulla base dei reperti a disposizione degli inquirenti e delle testimonianze di amici, parenti, conoscenti nonché di coloro che quel giorno notarono la donna nella località turistica ascolana in compagnia del marito Salvatore Parolisi, militare di carriera in servizio al 235° RAV “Piceno”, e  la figlioletta di due anni.
Adesso però, le indagini potrebbero subire una accelerazione o addirittura essere a una svolta a seguito della segnalazione fatta cinque giorni fa da un 39enne, che sostiene di aver visto il caporalmaggiore dell’esercito presso l’impianto sportivo di Villa Pigna, una frazione di Folignano (AP) dove l’uomo in passato si recava a fare footing, chinarsi a terra per poi mettersi ad armeggiare con qualcosa. Intervenuti sul posto per verificare l’informazione, gli uomini della polizia hanno recuperato un cellulare che è stato consegnato subito alla magistratura per i necessari accertamenti.

A questo punto, se l’apparecchio dovesse appartenere veramente al militare la vicenda potrebbe anche assumere un risvolto inquietante. Infatti, troppe cose non tornano in questa storia: alcune contraddizioni e lacune emerse nel racconto dell’uomo sulle circostanze della scomparsa della moglie, motivo per il quale lo stesso è stato risentito più volte dai PM; l’omissione iniziale delle sue relazioni extraconiugali; la testimonianza – ritenuta attendibile dagli inquirenti – di due anziani secondo cui  alle 14.30 di quel 18 aprile, sul pianoro di San Marco, Salvatore Parolisi non c’era.

Da ieri, inoltre, in seguito all’arresto di Laura Titta, la soldatessa di 25 anni finita in manette per fiancheggiamento al clan camorristico dei casalesi, la Procura di Ascoli Piceno ha deciso di valutare “con attenzione” anche possibili collegamenti con l’omicidio di Melania Rea. La ragazza, infatti, aveva prestato servizio nel Reggimento Piceno a cavallo tra il 2009 e il 2010. Congedatasi, era tornata nel reparto ascolano proprio in questi giorni, per frequentare un particolare iter addestrativo che gli avrebbe consentito di contrarre una nuova ferma con l’esercito. Sulla base di queste informazioni gli investigatori vogliono verificare se ci siano stati dei rapporti in passato tra la soldatessa e il Parolisi, visto che tra l’altro, dall’ordinanza di custodia cautelare della Titta, emerge il carattere di una persona violenta, disposta a tutto, anche a rivolgersi ai boss della camorra pur di far punire duramente i fidanzati che non si comportavano come lei avrebbe voluto.

La situazione generale, come vedete, appare sempre più complessa e difficile, ma prima o poi, come sempre accade in tutte le storie la verità verrà fuori. E’ solo questione di tempo! Per questa sera, intanto, sono attesi i risultati degli accertamenti sul cellulare recuperato dagli uomini della polizia.

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