Tutela animali: Compie un anno la task force del ministero della salute, 1000 casi trattati

di Enrico Ferdinandi

La Sivemp, il sindacato che rappresenta i veterinari di medicina pubblica ha dichiarato: ”Dell’’Osservatorio sulle intimidazioni ai veterinari pubblici si e’ persa traccia”.
L’affermazione è avvenuta cogliendo la visibilità data dalla presentazione di un anno di attività condotto dalla Task Force per la tutela degli animali d’affezione presentato quest’oggi al Ministero della Salute con il sottosegretario Francesca Martini.

Secondo la Sivemp, i veterinari sono ”impegnati ogni giorno sul campo proprio per far rispettare quelle stesse norme e l’appuntamento odierno non puo’ che rappresentare un motivo di soddisfazione. Ogni risultato raggiunto nel campo della tutela degli animali e contro i maltrattamenti di ogni tipo e’ un risultato che sentiamo anche nostro”. Ma ”facciamo un passo indietro e torniamo ai motivi che stanno alla base della nascita della Task force. Se il ministero non ritenesse ‘problematici’ i settori della lotta al randagismo, della gestione dei canili e della tutela della sanita’ animale, avrebbe intrapreso iniziative di questo tipo? Senz’altro no. Bene. I veterinari pubblici quotidianamente lavorano in questi settori. Quotidianamente, spesso operando da soli e senza protezione, si trovano ad affrontare situazioni rischiose, al limite della legalita’, se non oltre. In quelle situazioni, che lo stesso ministero definisce di emergenza, sono chiamati a far rispettare le leggi. I veterinari pubblici sono numericamente pochi (grazie anche ai tagli delle ultime manovre economiche) e purtroppo, diversamente dalla Task force ministeriale, non si spostano in dieci per ogni sopralluogo o ispezione. E sono quindi facili bersagli di pressioni, intimidazioni e aggressioni”.
Il sindacato ha poi continuato dicendo che lo stesso sottosegretario Martini:  ”aveva ritenuto che quella delle intimidazioni ai veterinari pubblici in servizio fosse una vera e propria emergenza, tanto da aver istituito ufficialmente, su sollecitazione del Sivemp, giusto un anno fa, uno specifico Osservatorio ministeriale. Quell’Osservatorio sulla sicurezza degli operatori e sull’attivita’ di medicina veterinaria pubblica si e’ insediato il 21 ottobre scorso. E’ stata l’unica volta che si e’ riunito”.
Importante questa denuncia portata avanti dalla Sivemp. Importante anche ricordare il lavoro della task force per la tutela degli animali d’affezione del ministero della Salute che quest’oggi compie un anno. Un anno passato a lottare contro il randagismo, i maltrattamenti, gli avvelenamenti e cercando di contrastare il fenomeno dei canili lager.  L’incontro odierno è anche stato utile per tirare le prime somme sul lavoro svolto, la responsabile del gruppo, Rosalba Matassa, ha  reso noto che dal 1 giugno 2010 al 31 maggio 2011 sono stati seguiti 1.000 casi a cui hanno lavorato e lavorano costantemente tutt’oggi un pool di 10 veterinari più funzionari amministrativi che operano in stretta collaborazione con i carabinieri del Nas. “Le e-mail pervenute all’indirizzo della task force ([email protected]) durante questo primo anno di attività – ha aggiunto Rosalba Matassa – sono state circa 2.000 al mese e i casi che abbiamo seguito sono stati 1.000; le ispezioni effettuate 45, i sequestri di canili sei. Sono inoltre stati effettuati 39 interventi su manifestazioni con equidi e quattro sono state sospese”.
Attivo da oggi anche il numero             06-59944035       per le segnalazioni telefoniche, che possono giungere da privati cittadini, associazioni e istituzioni.
“Con il lavoro della task force abbiamo evidenziato veri e propri contesti malavitosi. In alcune zone d’Italia ancora si fa business sulla pelle degli animali, in particolare dei cani”, ha ricordato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
Quest’oggi inoltre è stato presentato il progetto Chi abbandona un cane lo condanna’, la campagna di sensibilizzazione 2011 del ministero della Salute contro l’abbandono degli animali. “Quella dell’abbandono dei cani – ha detto il sottosegretario Francesca Martini – oltre a essere un’ignobile piaga, è anche un reato penale, che avviene spesso quando si adotta un animale senza avere la cognizione delle sue esigenze, oppure si sceglie di fare cucciolate senza sapere cosa può comportare. Il ministero della Salute lavora affinché si comprenda che abbandonare un cane significa condannarlo a morte per fame, sete o per investimento. Vogliamo arrivare al cuore ma soprattutto alla mente delle persone e devo dire che in questi ultimi anni la sensibilità è aumentata”.
“Vorrei dedicare questa campagna – ha concluso il sottosegretario – alla memoria dell’entomologo Giorgio Celli, che ci ha lasciati pochi giorni fa e con cui ho sempre collaborato fattivamente. Apprezzava le iniziative del ministero in materia di salute animale, in particolare quella del patentino per i proprietari di cani, che considerava una delle principali intuizioni degli ultimi tempi in materia”.

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