Siria: Una strage infinita

di Giuseppe Savo

Continua a crescere la tensione in Siria tra le forze governative e i manifestanti.
Nella giornata di ieri oltre 120 agenti di polizia avrebbero perso la vita per un agguato tesogli dagli insorti, in risposta ai 37 civili morti nella giornata di sabato.
Questa volta lo scontro si è verificato nella cittadina di Jish ash Shugur, nel Nord-ovest del paese, ai confini con la Turchia.

Questa strage è l’ennesima risposta alle gravi repressioni attuate negli ultimi mesi dal governo centrale, che hanno colpito soprattutto i civili.
Pochi giorni fa altri 70 morti si erano avuti negli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Damasco, capitale dello Stato e centro organizzativo dei moti di protesta.
La cittadina di Jish ash Shugur, dopo questa giornata di sangue, è stata occupata militarmente dalle forze governative, che stanno cercando di riportare la situazione ad un livello di normalità.
Alla città è stato imposto un severo coprifuoco, con l’ausilio di carri armati ed elicotteri, oltre che di centinaia di soldati.
Un’azione di forza che ha dato seguito alle parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Muhammad Ibrahim al-Chaar, che in un comunicato ha dichiarato come “lo Stato non resterà a braccia conserte” contro gli attacchi armati “che attentano alla sicurezza della patria”, facendo quindi presagire altri giorni difficili per la popolazione civile.
Le Nazioni Unite continuano a vigilare su quanto accade nel territorio siriano, sempre più preoccupate dalle condizioni di un popolo oramai allo stremo delle forze.
Proprio oggi l’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, ha condannato “le continue brutalità e violenze in Siria” e ha deplorato “la crescente perdita di vite umane causate dalla politica di repressione delle autorità siriane”.

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