Libia: Misurata sotto attacco lealista

di Francesco Coppola

Nella giornata di oggi la città di Misurata, roccaforte dei ribelli anti-governativi libici, è stata bombardata dalle forze del leader Muammar Gheddafi. Scopo dell’attacco è quello di mettere in difficoltà i ribelli per favorire l’ingresso delle forze lealiste all’interno della città. I bombardamenti, secondo Hassan al-Misrati, un portavoce dei ribelli, avrebbero provocato diversi morti e feriti.

Hassan ha raccontato che: “Misurata è sotto un intenso bombardamento di artiglieria. Le forze di Gheddafi sparano da est, ovest e sud. Gheddafi ha inviato migliaia di soldati che stanno tentando di entrare in città. Al momento sono ancora fuori, comunque. Abbiamo perso dieci uomini e altri 26 sono feriti, la gran parte in modo grave”.
Nei giorni scorsi il colonnello Gheddafi, durante un intervento audio sulla tv di Stato libica al-Jamahiriya, aveva ribadito con forza le sue idee: “Rimarrò a Tripoli vivo o morto. La battaglia c’è stata imposta ma non temiamo la morte e continueremo a combattere i nemici. Cosa volete? Cosa volete da noi? Pensate di vincere? Per noi la morte e il martirio sono benvenuti”.
Intanto però, continuano gli abbandoni tra le file dei fedelissimi del leader libico: ultimo in ordine di tempo quello di Al Amin Manfur, ministro del Lavoro che, proprio ieri, mentre si trovava a Ginevra per un congresso ha dichiarato: “Ho esitato molto prima di prendere questa decisione. Mi domandavo quale utilità ci fosse nel proseguire a rappresentare un regime ormai finito […] Ho deciso di dichiarare la mia totale simpatia e solidarietà con i ribelli del 17 febbraio”.

 

 

Fonte articolo: Ventonuovo

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