Batterio killer nei germogli di soia?

di Federico Cirillo

Dapprima i cetrioli killer che han spaventato e tenuto in apprensione mezzo mondo, poi fu la volta della verdura, la feroce bieta sembrava inarrestabile, quindi si passò alla frutta che scaricò direttamente il barile sulla carne, infine, a salire sul patibolo sembrano essere i germogli di soia. Un vero e proprio stillicidio ortofrutticolo – con breve deviazione, anche solo per un attimo, in macelleria – che non conosce pace: ma questo batterio da cosa ha origine?

Domanda ancora destinata a non avere risposte certe; pare infatti che, come riportato dai media tedeschi, in particolare dalla zona della Bassa Sassonia, sia stata da poco fatta chiudere un’azienda di Amburgo, produttrice della suddetta leguminosa, rea, anche in passato, di contaminazioni del prodotto diffuso in Asia. Stando alle fonti sanitarie tedesche, la possibile causa dell’epidemia di E. Coli in Germania, potrebbe essere legata a germogli di soia contaminati: è stato inoltre individuato, in maniera dettagliata, il percorso della distribuzione del prodotto incriminato. Così, mentre sono già dodici i paesi europei in cui si sono verificati casi di infezione da batterio E. coli e la psicosi ha già attanagliato mente e corpo di milioni di persone, tra una notizia vera, rincorsa da allarmismi, leggende metropolitane e false nuove e tra un’accusa e l’altra tra i vari governi del vecchio continente, si spera di riuscire ad individuare, finalmente, la vera origine del pericoloso batterio, così da poterne studiare cause e rimedi, mettendo fine sia alla paura diffusasi a macchia d’olio, sia alle perdite milionarie (si parla solo per l’Italia di 25 milioni di euro di danni) sulla produzione di frutta e verdura di tutta l’Europa.

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