Liberi 4 “fiancheggiatori” di Provenzano

di Enrico Ferdinandi

Quattro persone che aiutarono il boss Bernardo Provenzano nella latitanza sono state momentaneamente scarcerate  in attesa che sulla loro vicenda giudiziaria si pronunci in maniera definitiva la Cassazione. Arrestati 5 anni fa, i quattro complici del boss dei boss sono Gioacchino Badagliacca, Giampiero Pitarresi ai quali erano stati inflitti sette anni e mezzo ciascuno e  Vincenzo Paparopoli, Vincenzo Alfano condannati invece a  sei anni e otto mesi.

La decisione resa esecutiva più di un mese fa è scaturita dalla scadenza dei termini di custodia cautelare, per intenderci gli stessi grazie ai quali qualche giorno fa è stata scarcerato Michele Misseri per il delitto di Avetrana. Dopo la condanna di secondo grado arrivata nel 2009, infatti, i quattro attendevano ancora in cella la sentenza definitiva della Cassazione, attesa per questo mese. Il giudice di ultima istanza dovrà decidere se confermare o meno le condanne.
A rimetterli in libertà i quattro uomini affiliati alla famiglia mafiosa di Villabate condannati per favoreggiamento è stata dunque la Terza Sezione della Corte d’appello di Palermo che ha indetto l’obbligo di presentarsi tre volte alla settimana in un posto di polizia.
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha espresso forti dubbi nei confronti della decisione dichiarando di voler far effettuare “immediati accertamenti” al fine di verificare “se la scarcerazione di quattro fiancheggiatori della mafia sia conseguente a irregolarità o a indebiti ritardi nella trattazione del procedimento”.
Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera ha invece diffuso una nota stampa dove dichiara che:
“la scarcerazione dei quattro fiancheggiatori di Provenzano per decorrenza dei termini di custodia cautelare è un fatto gravissimo che mette in crisi la credibilità delle istituzioni e su cui bisognerà accertare pienamente le reali cause. La lotta alla mafia non dovrebbe avere colore politico, per questo il tentativo di Gasparri di tirare in ballo le opposizioni su questo fatto gravissimo oltre che infondato è ridicolo e di cattivo gusto”.
A rendere il provvedimento ancor più indigesto è la notizia che uno dei quattro uomini organizzò nel 2003 un comitato di accoglienza per salutare, “omaggiare”, il rientro di Bernardo Provenzano a Villabate dopo un intervento alla spalla.

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