Forse debiti non saldati il movente dell’assassinio dell’ex commerciante di Torricella

Teramo – Il movente dell’assassinio di Carmine De Luca, il 69enne originario di Napoli ed ex commerciante, sarebbero stati debiti non saldati – dai tabulati delle telefonate effettuate verso il cellulare della vittima è venuto fuori l’ultimo appuntamento dell’ex commerciante, il quale avrebbe fatto entrare in casa una persona di cui si fidava e che, al termine di una violenta lite, lo avrebbe accoltellato.

Questa potrebbe essere stata, secondo i carabinieri, la dinamica che ha portato alla morte dell’uomo ed è proprio questa dinamica che stanno tentando di ricostruire, nonostante il grande vantaggio di cui ha potuto usufruire l’assassino prima che fosse scoperto il corpo.

 

Potrebbero confermare questa tesi il fatto che nell’appartamento sono state trovate molte orme mentre è sparito il cellulare dell’uomo, probabilmente portato via dall’assassino. Inoltre, nell’ultimo sopralluogo effettuato nell’appartamento di Piano Grande, a Torricella Sicura, i carabinieri hanno aperto una cassaforte a muro, all’interno della quale sono stati trovati documenti ritenuti importanti per le indagini. Qualche anno fa, infatti, De Luca e la sua convivente del momento, una donna straniera, avevano avuto circa 400mila euro da un’assicurazione, un risarcimento per la morte del giovane figlio della donna, deceduto in un incidente stradale.

Arrivati nel frattempo anche i risultati dell’autopsia effettuata sul cadavere, secondo i quali l’uomo è morto dissanguato dopo essere stato colpito con 15 coltellate. Quattro alla testa, altre tre alla schiena, quella alla gola mortale, altre due o tre al torace e una al braccio, probabilmente per contrastare un tentativo di difesa da parte della vittima. Dalle caratteristiche delle ferite l’arma potrebbe essere un coltello da cucina, quasi sicuramente preso dalla casa durante la violenta lite.

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