La Cassazione annulla la sentenza dell’Omicidio Meredith

Colpo di scena  nel caso dell’omicidio  Meredith, la cui sentenza definitiva della Cassazione era attesa per oggi e in mattinata, puntuale,  è arrivata confermando quanto era già nell’aria, cioè l’annullamento della sentenza di Appello dello scorso 3 ottobre 2011, che di fatto fa si che  Amanda Knox e Raffaele Sollecito siano nuovamente imputati per l’omicidio della studentessa inglese.
Ora il nuovo processo d’appello, secondo quanto stabilito nella sentenza,  si celebrerà a Firenze, perché a Perugia c’è solo una sezione del collegio di secondo grado.
La Cassazione ha anche respinto il ricorso di Amanda Knox contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Pertanto la sentenza diventa definitiva per la Knox, che però aveva  già interamente scontato la pena.

Soddisfatta la famiglia Kercher  e la sorella Stephanie, appresa  la notizia in lacrime ha dichiarato: “Sono felice”. Mentre l’avvocato Maresca, difensore di parte civile, ha  commentato: “si tratta di una vittoria processuale e morale”. Aggiungendo: “Questa decisione  serve anche a ridare la definitiva e finale verità sull’omicidio di Meredith. C’erano più persone assieme a Guede. I giudici ci diranno chi”.
Amanda Knox, che da Seattle ha atteso il verdetto, si è dichiarata delusa e già ieri, parlando con uno dei suoi legali aveva commentato: “Continuano a non credermi”.
Su Seattle Times, sono riportate le prime dichiarazioni di Amanda Knox, che definisce la sentenza “completamente infondata e ingiusta” e precisa: “Non importa ciò che accadrà. Io e la mia famiglia continueremo la nostra battaglia legale, fiduciosi nella verità contro accuse errate”.
Il  difensore di Amanda, l’ avvocato Luciano Ghirga,  ha commentato così: “siamo molto delusi, ma pronti a combattere”.
Amaro regalo di compleanno per Raffaele Sollecito, che proprio oggi compie 29 anni, il quale deluso ha dichiarato: “ma io sono innocente e posso continuare ad andare avanti a testa alta”.
Il suo legale Giulia Bongiorno, commentando la sentenza parla di “via crucis” e dice: “Le sentenze vanno sempre rispettate, sia quando ti danno ragione che quando ti danno torto, per cui non mi sentirete sbraitare”. Poi ha annunciato: “Chiederemo che si faccia al più presto questo processo d’appello”.
Ora non ci rimane che attendere il nuovo processo per sapere se mai ci sarà un colpevole e si faccia giustizia a chi in questa storia ha perso la sua giovane vita.

Sebastiano Di Mauro
26 marzo 2013

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