Morto il capo della Polizia Antonio Manganelli, aveva 62 anni

Ricoverato d’urgenza dallo scorso 24 febbraio, per la rimozione di un edema cerebrale, il capo della Polizia Antonio Manganelli non c’è l’ha fatta: è morto questa mattina.
Manganelli di recente si era curato negli Stati Uniti per un tumore, ma la situazione era poi precipitata fino all’emorragia che ha avuto esito fatale.
Il prefetto, originario di Avellinese, aveva 62 anni ed era laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli. Poi si era specializzato in Criminologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Modena.  Negli  anni ’70 aveva  operato costantemente nel campo delle investigazioni, impegnandosi molto nell’ambito dei sequestri di persona a scopo di estorsione e nell’antimafia. Manganelli era stato nominato capo della polizia nel dal governo Prodi nel 2007.

Il Prefetto aveva lavorato al fianco di valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, tra cui Giovanni Falcone, per il quale era divenuto un punto di riferimento e furono decisivi, per indebolire la Mafia, la cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco.
Manganelli è stato direttore del Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed anche questore di Palermo e Napoli. Nel 2000  era stato nominato prefetto di 1° classe, con incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Poi nel  2001 è stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, fino al 25 giugno 2007  che ebbe la  nomina a Capo della Polizia.

Giorgio Napolitano, appresa la notizia ha fatto pervenire le sue condoglianze al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, chiedendole di far pervenire alla famiglia e all’intera amministrazione della Pubblica Sicurezza  “i suoi sentimenti di solidarietà cordoglio”, elogiandone le qualità morali.
Sentimenti di cordoglio sono stati espressi anche dall’ex ministro Roberto Maroni, che in un tweet ha scritto: “Ciao Antonio, maestro di vita e amico vero. Rimarrai per sempre nel mio cuore”. Innumerevoli anche i messaggi di cordoglio di tutto il mondo politico.

Sebastiano Di Mauro
20 marzo 2013

 

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