Psicosi terremoto in Garfagnana: notte in strada per migliaia di cittadini

Psicosi terremoto in Garfagnana dove a pochi giorni dal terremoto di magnitudo 4.8 dello scorso 25 gennaio migliaia di persone hanno trascorso la notte in strada dopo che il Comune di Castelnuovo Garfagnana su Twitter aveva consigliato ai cittadini, alle ore 22:19, di uscire di casa e rimanere all’aperto, lanciando la minaccia di una possibile nuova scossa nei comuni già colpiti venerdì scorso.

Il passaparola è stato immediato ed a questa dichiarazione se ne sono aggiunte altre, molte delle quali false o che non hanno ancora avuto una conferma ufficiale, che hanno contribuito a scatenare il panico soprattutto nei Comuni di Castelnuovo Garfagnana e di Castiglione dove in poco tempo migliaia di cittadini (circa seimila) hanno lasciato le loro case per passare la notte in macchina o nei centri di accoglienza più vicini.

La scelta dei Comuni della provincia di Lucca di dare l’allarme è stata dettata dai risultati di uno studio che l’Ingv aveva inviato ieri sera alla Protezione civile, che lo aveva trasmesso a sua volta alle Regioni, nel quale era stato evidenziato che i sindaci avrebbero dovuto avvertire quanto prima i cittadini della possibilità di nuove scosse.

La notte fortunatamente è passata senza che nuove scosse abbiano colpito la zona. Per le prossime ore tuttavia L’Ingv ritiene che vi è la possibilità di altre nuove scosse con epicentro nella zona di Castelnuovo Garfagnana.

Stamani il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli ha spiegato che l’allarme dato dai Comuni della Garfagnana e della Media Valle del Serchio è stata: «una corretta e doverosa informazione in via cautelare. Non ci sono stati ordini di evacuazione ma i sindaci hanno consigliato di trascorrere la notte fuori da casa»

Dello stesso parere anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, per il quale l’unico strumento oggi a disposizione contro i terremoti resta la prevenzione: «Con il senno di poi‚ facile dire che si doveva fare in maniera diversa. In tutta questa vicenda gli unici che non devono subire le conseguenze delle polemiche sono i sindaci, che hanno agito in maniera corretta».
Gabrielli ha inoltre ricordato che quanto successo a l’Aquila ha cambiato il modo di agire e di pensare in situazioni di questo tipo: «Il frutto avvelenato di quella vicenda sta nell’atteggiamento che da allora in avanti verrà tenuto. E nel caso dell’Ingv, la preoccupazione che ogni informazione possa essere utilizzata come una sottovalutazione, fa sì che se si deve dire A si dice A. Si mettono le mani avanti e noi dobbiamo fare i conti con questa situazione».

 

Enrico Ferdinandi

1 febbraio 2013

 

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