Roma: se chiude Malagrotta i rifiuti dove andranno?

di Francesco Coppola

Manlio Cerroni, gestore della discarica di Malagrotta, ha dichiarato che a settembre questa verrà chiusa perché giunta ormai a completa saturazione. Il proprietario della Giovi Srl, che da trent’anni gestisce i rifiuti di Roma e provincia, ha anche indicato come possibile luogo della nuova discarica da istituire la località, adiacente a Malagrotta, di Monti dell’Ortaccio.

Questa zona però, è da sempre malvista da buona parte del mondo politico regionale. Per fare un esempio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tempo fa, ha minacciato di scendere in piazza a protestare insieme agli abitanti di Valle Galeria nell’ipotesi della costruzione di una discarica in quei luoghi. La Polverini, d’altro canto, punterebbe a interrompere il monopolio di Cerroni sui rifiuti e sarebbe arrivata ad individuare due possibili zone in cui localizzare una futura discarica: a Palidoro, nel comune di Fiumicino, oppure tra Riano e Fiano Romano. È probabile che le affermazioni di Cerroni, secondo quanto sostengono alcuni addetti ai lavori, vogliano spingere a considerare l’ipotesi di Monti dell’Ortaccio, zona di sua proprietà, vista la possibile emergenza che una chiusura a settembre di Malagrotta porterebbe su tutto il territorio di Roma e provincia.
Intanto, sul piede di guerra, si trovano molti comitati cittadini che non vogliono assolutamente la costruzione di una discarica nelle vicinanze delle proprie abitazioni. Nel caso, ad esempio, in cui la scelta ricadesse su Palidoro, le molte associazioni di protesta rivendicano come: “la scelta, se confermata, ucciderebbe le realtà produttive della zona: coltivazioni, allevamenti, aziende agricole […] Ripercussioni non mancherebbero anche sull’economia turistico-balneare perchè si sa che in queste discariche, vicine a una città come Roma dove la differenziata non è ancora ad alti livelli, finiscono rifiuti inquinanti con miasmi, falde inquinate. Un’ipotesi che sembra non guardare al vicino ospedale pediatrico Bambin Gesù, a una scuola collocata a solo un chilometro. L’impatto sull’economia e sulla salute sarebbe terribile”.
Per il momento, quindi, c’è una sola cosa certa: la situazione rifiuti nel Lazio sarà un nodo di difficile soluzione per l’amministrazione cittadina.

 

Fonte articolo: Ventonuovo

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