A Milano il primo stupro dell’anno: vittima una ragazza 18enne

Ancora una volta ci viene ricordato che non è stato fatto abbastanza per combattere questo odioso reato che violenta la persona, profanandone il suo corpo contro la sua volontà e che rompe ogni schema di quello che vuol dire “fare l’amore”, in quanto lontano anni luce da questo sentimento.
La vittima  questa volta una giovane studentessa italiana, diciotto anni da poco compiuti,  colpevole di essere andata a divertirsi con gli amici in una discoteca di Milano, ma forse e soprattutto di non aver sufficientemente valutato che il mondo reale è diverso da quello delle favole.
Così l’altra notte una ragazza è stata trovata,  in uno stato di semi incoscienza, supina, nel bagno di una discoteca, quasi nuda seminuda. Sul suo corpo e sui vestiti,  strappati,  tracce di sangue che, inequivocabilmente confermano che non c’era stata la sua volontà a concedere il suo corpo.
A dare l’allarme un amica, con la quale la ragazza era andata a ballare alla discoteca Borgo Karma di via Fabio Massimo, alla periferia sud di Milano,  la stessa discoteca dove un’altra più nota diciottenne, Ruby Rubacuori, due anni fa aveva festeggiato il suo compleanno.

Dalla ricostruzione fatta agli inquirenti sulla base delle dichiarazioni degli amici, la ragazza, pare abbia seguito, incoscientemente, il suo aggressore nel bagno e qui poi si sarebbe consumato lo stupro.
Questo dato ci dice che le ragazze non sono abbastanza informate nelle famiglie, nelle scuole di quale comportamento assumere con gli sconosciuti: nelle famiglie manca il dialogo e nelle scuole i giusti strumenti o forse la preparazione per aprire dei dibattiti sull’argomento.  
Da quella che è apparsa la scena agli investigatori ci  si chiede perché nella toilette riservata agli uomini? Ancora questa domanda non ha trovato risposta, ma si farà chiarezza non appena la vittima sarà in grado di collaborare, dopo il profondo stato di shock in cui è piombata. Solo la sua denuncia, infatti, essendo maggiorenne, potrà attivare l’iter giudiziario e se le sue dichiarazioni saranno  dettagliate, non dovrebbe essere difficile risalire all’identità del mostro.
Le ipotesi sono tante e non si esclude che la ragazza sia stata invitata a provare l’ebrezza di una “droga”, di provare una pastiglietta di ecstasy o una sniffata di coca, ma anche la molto più banale tirata di una una canna, a cui troppo spesso, purtroppo, i giovani ricorrono per rompere e abbattere i freni inibitori, la dove ci s sono,  che derivano dalle impostazioni dell’educazione ricevuta, ignari del male che si fanno e che fanno alle loro famiglie, dalle cui regole hanno la forte propensione a trasgredire.
Questo fatto delittuoso ci dice anche che, secondo le statistiche ufficiali, sarebbe la prima violenza sessuale del nuovo anno, anche se c’è da tenere conto che tanti reati del genere non vengono denunciati soprattutto per incapacità di gestire questi casi, col pretesto di  tutelare la privacy della vittima.
I dati statistici ci dicono inotre  che lo scorso anno le violenze sessuali sono state  532, un numero impressionante, sia pure dentro questa somma in cui sono da considerare anche le violenze  fra marito e moglie, con le prostitute, ma anche quelle che una volta venivano definite molestie sessuali, inglobate nelle violenze dalla nuova legge che regola la materia.
Si vorrebbe concludere dicendo speriamo che non si abbia più a raccontare casi simili, ma purtroppo sappiano benissimo che sarebbe solo retorica e ipocrisia non ammettere che casi del genere si ripeteranno. Bisogna invece ancora una volta, purtroppo, ammettere che  la nostra società, la famiglia sono malate, gravemente malate.

Sebastiano Di Mauro
15 gennaio 2013

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