Mariangela Melato se n’è andata portando con se un pezzo di storia del teatro italiano

L’attrice Mariangela Melato, che da tempo lottava con  discrezione contro un tumore che l’ha abbattuta, ha concluso l’ultima scena della sua vita. Aveva 71 anni e lascia un grande vuoto nel  teatro italiano.
La notizia della scomparsa di questa grande artista italiana, ha lasciato addolorati tutti i colleghi ma anche tutti quelli che l’avevano conosciuta apprezzandola come una grande attrice vista in ruoli brillanti e drammatici, perché lei, non solo era solo una bella donna, ma poteva vantare di essere un’attrice a tutto tondo.
Milanese di nascita viveva da tempo a Roma,  dove si è spenta in una clinica romana alle 5 di questa mattina. Tra i suoi ultimi spettacoli in scena un anno fa con «Nora alla prova», periodo in cui per un incidente era stata costretta ad annullare le date dello spettacolo in programma a Padova e Milano.

Mariangela Melato, rimane nella memoria di tutti come l’attrice eclettica di cinema e teatro. Innumerevoli le sue partecipazioni a partire dal suo debutto in «Binario cieco» di Terron nel 1960 e poi «Settimo Ruba un pò meno» e «La colpa è sempre del diavolo» con Dario Fo, la «Monaca di Monza» con Visconti  allo stabile di Trieste. In teatro ebbe un grande successo nel 1968 con l’Orlando furioso di Luca Ronconi, ma anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971). Poi impersonò ruoli difficili nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992). Nel cinema ha alternato ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, senza dimenticare quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Film d’amore e d’anarchia (1973) di Lina Wertmuller; Casotto (1977) e Mortacci (1988) di Sergio Citti; Aiutami a sognare (1980) di Pupi Avati. E poi negli anni a seguire tanti altri ruoli importanti. La sua ultima apparizione a Lugano risale al 2008 con lo spettacolo al palazzo dei Congressi «Sola me ne vò», un «one women show», accompagnata in scena da un una musicista e da un corpo di ballo di 6 boys.
Luca Ronconi, valente regista e direttore Artistico del Piccolo teatro di Milano,  la ricorda così: “Io e Mariangela siamo come fratello e sorella. E’ stato un legame intensissimo, anche professionalmente. Tutti i ruoli che le ho affidato erano delle sfide: lo era Olimpia nell’ “Orlando Furioso”, lo è stata di recente Nora nell’ultimo spettacolo che abbiamo fatto insieme. Lei le ha vinte tutte. Era una sfidissima “Quello che sapeva Maisie” e lei l’ha stravinta.  Una volta avrei voluto farla recitare all’interno di un circo. Le avevo affidato tutta la sceneggiatura di “Lola Montes” di Max Ophüls. Mariangela avrebbe dovuto recitare in mezzo ai clown e agli animali ammaestrati. Più sfida di così… Ma quel progetto non andò in porto. Ne abbiamo parlato anche di recente e lei mi ha detto: Luca possiamo sempre farlo, io sono pronta.”
Il direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, invece ha così commentato la scomparsa di Mariangela Melato:”Come distinguere una grande attrice da una grande amica? Per me è impossibile scindere le due cose, come è impossibile dire che cos’è Mariangela Melato per il teatro, per il cinema, per la televisione. Sarebbe stucchevole cercare aneddoti di ricordi personali… L’unica cosa che farò è non cancellare mai dalla mia rubrica telefonica il suo numero di cellulare”.
Anche il Sindaco di Milano  Giuliano Pisapia, dopo aver appreso della scomparsa dell’attrice ha dichiarato: “Questa mattina ci ha lasciato una grande persona e una grande attrice. Mariangela Melato, che a Milano è nata e di cui è cittadina benemerita, ha saputo esaltare il teatro e il cinema attraverso le sue numerose e importanti presenze sceniche sia con ruoli drammatici, sia in commedie. La capacità di adattarsi a ruoli diversi, di entrare così a fondo nei personaggi da lei interpretati, rappresentano una dote naturale che le ha permesso di essere una delle artiste più apprezzate dal pubblico e dai registi. Milano, nel tributarle la propria riconoscenza per l’importante attività culturale, nel 1979 le aveva conferito la Medaglia d’Oro di civica benemerenza ‘per aver impersonato nella passione, nella tenacia e nel duro impegno artistico, ormai noto in tutto il mondo, lo spirito volitivo della sua città’, motivazione oggi ancora più attuale”.
L’assessore alla cultura  del Comune di Milano,  Stefano Boeri invece la ricorda così: “Con Mariangela Melato scompare una protagonista del cinema e del teatro italiano. Una donna di grande intelligenza e sensibilità, interprete memorabile di ‘pezzi’ della nostra storia nel cinema, in teatro e in televisione.
Ricordo ancora un anno fa, il suo arrivo e le sue parole alla presentazione dei premi Ubu al Piccolo Teatro: una grande emozione”.
I funerali si terranno nel pomeriggio alle 15 di domani a Roma presso la chiesa degli artisti, dove per espressa volontà del Sindaco Giuliano Pisapia, sarà presente il Gonfalone della città di MilIano. Il perchè di questa decisione nelle parole di Pisapia che così ha  commentato: ”Perchè Maria Angela Melato aveva un profondo legame con la sua città, perchè ci era nata e cresciuta, perché era figlia di un ghisa, perché da Milano aveva preso lati del suo carattere. La stessa attrice ha ricordato che a Milano ha imparato a lavorare molto seriamente, a essere puntuale, esigente, una città che le somiglia molto. Nonostante da molti anni vivesse a Roma, a Milano la Melato è sempre tornata, per lavoro, ma anche perché qui c’erano le sue origini. Milano sarà presente proprio per ricordare e ribadire questo legame e dire grazie a una donna e a un’artista eccezionale che la ‘sua’ città non dimenticherà mai”.

 

Sebastiano Di Mauro
11 gennaio 2012

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