Val di Susa: sale la protesta dei No Tav

di Francesco Coppola

Quella che inizia si preannuncia come una settimana di fuoco per quanto riguarda le proteste contro la Tav in Val di Susa. Obiettivo principale dei manifestanti è quello di resistere sette giorni, bloccando tutto, per far saltare i finanziamenti europei. Il passaparola su internet è ricominciato da tempo e la tensione sta salendo rapidamente. Ieri notte c’è stata una sassaiola a La Maddalena verso operai e forze dell’ordine, che ha provocato la chiusura del tratto autostradale A32 Torino-Bardonecchia.

Sempre la scorsa notte in zona Chiomonte e presso la statale 25 alcune persone hanno bloccato con tronchi e reti metalliche le strade di accesso alle aree dove dovrebbero sorgere i cantieri. La protesta è giunta fin dentro la seduta odierna del Consiglio Regionale del Piemonte dove, i due consiglieri del Movimento 5 SteIle, dopo aver chiesto di affrontare  l’argomento delle proteste in Val di Susa, essendosi visti respingere ai voti la richiesta, hanno inscenato una protesta rimanendo in piedi e bloccando i lavori del Consiglio per diversi minuti. Dopo una breve sospensione, i lavori sono poi ricominciati senza più problemi.
In un comunicato diffuso oggi su uno dei siti web di riferimento della protesta si legge: “Alle ore 4 e 30 il territorio è ancora saldamente in mano ai suoi abitanti. Dopo un tentativo di posizionare le macchine operatrici a ridosso dei guard-rail dell’A32 (tentativo respinto) e una lunga sosta dei mezzi della polizia all’interno della galleria prospiciente al punto prescelto per l’entrata sui terreni, un muro di donne e di uomini ha sconsigliato di provare ulteriori forzature. Tutte le strade di accesso sono difese da imponenti barricate. Naturalmente sono passate solo poche ore dall’inizio dell’attacco. Sicuramente si tratterà di consolidare questi primi risultati favorevoli. Occorre prepararsi a una resistenza lunga, difficile e intelligente”.  La situazione quindi, sembra ben lungi dal poter giungere ad una breve conclusione.

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