Sono oltre 40 i consiglieri regionali Lombardi indagati con ipotesi di peculato

Attualmente indagati  solo 22 consiglieri, tra cui la  Minetti, ma presto ce ne saranno altri

Ancora tempesta sulla Regione Lombardia, che è stata investita da un altro scandalo. Questa volta è toccato ai capigruppo del Pdl e della Lega Nord, Paolo Valentini e Stefano Galli, entrambi  indagati, nella nuova inchiesta della Procura di Milano, condotta dalla Gdf milanese che avrebbe accertato illeciti sull’utilizzo dei rimborsi dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza e che vede al vaglio della giustizia una quarantina di consiglieri lombardi, accusati di peculato. In particolare l’indagine riguarderebbe spese fatte al di fuori dell’attività politica, ma con soldi pubblici. Ventidue sono già iscritti nel registro degli indagati, una ventina quelli che dovrebbero essere iscritti nelle prossime settimane. Tra le ricevute “sospette” al vaglio degli inquirenti alcune riguarderebbero munizioni da caccia e pasti per bambini.

Il  procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ed i  p.m. Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, nel corso dell’inchiesta, lo  scorso 10 ottobre hanno incaricato i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria,con un decreto di esibizione di documenti, di acquisire presso gli uffici interessati di Regione Lombardia  i rendiconti dei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2011.
Su questo decreto risultavano indicati i nomi di tre indagati per peculato e truffa aggravata: il leghista ed ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, già indagato in un’altra inchiesta per corruzione; l’ex vice presidente del Consiglio regionale ed ex assessore Franco Nicoli Cristiani (Pdl), anche lui accusato di corruzione in un’altra inchiesta; e l’ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl.
Ora la magistratura passa in rassegna tutte le spese di comunicazione e di rappresentanza, ritenute sospette, dei gruppi consiliari del Pdl e della Lega e in particolare i finanzieri avrebbero accertato spese illecite per cene e viaggi. Da indiscrezioni senbra che  gli investigatori passeranno comunque al setaccio anche le spese con i rimborsi regionali di altri gruppi consiliari, come quello del Pd.
Ad esempio risulterebbero che con soldi pubblici dei rimborsi ottenuti da Regione Lombardia, Nicole Minetti ha comprato anche il libro ‘Mignottocrazia’ di Paolo Guzzanti, pagato 16 euro, così come la stessa si sarebbe pagata una serata da 832 euro all’hotel Principe di Savoia a Milano. Inoltre nella lista  dei rimborsi illeciti ottenuti dalla Minetti,  la  procura di Milano ha trovato anche 430 euro spesi al ristorante “Giannino”, tradizionale luogo di incontro per i vip del capoluogo lombardo, 750 euro per acquistare un i-pad, in aggiunta a quello in dotazione come  consigliera regionale e poi diverse cene in ristoranti.
Negli accertamenti figura anche il Trota, l’ex consigliere regionale lombardo Renzo Bossi, che sarebbe accusato anch’egli, guuarda caso,  di  peculato per illeciti rimborsi. Il suo avvocato  fa sapere che la notizia sarebbe priva di fondamento dichiarando: “Apprendiamo dalla stampa che Renzo Bossi sarebbe indagato presso la Procura della Repubblica di Milano nell’ambito dell’inchiesta concernente le spese illecite effettuate con i soldi dei rimborsi regionali. La notizia, per quanto ci riguarda, non corrisponde assolutamente al vero in quanto, ad oggi, nessun avviso è stato notificato all’interessato”.Quindi si saprà nei prossimi giorni se  il Bossi rientrerà nella seconda tranche che dovrà ricevere l’avviso di garanzia.
Trovato anche un consigliere goloso, amante dei dolci, risulterebbe infatti che Cesare Bossetti avrebbe speso nel 2011 quasi 15 mila euro per comprare dolci in pasticceria  e colazioni. Un altro consigliere lombardo, Angelo Giammario (Pdl), viene contestato invece di aver usato oltre 27.000 euro di denaro pubblico, per noleggi auto e taxi. Ma  c’è anche chi, come  il consigliere regionale lombardo Pierluigi Toscani avrebbe invece comprato, lecca lecca e gratta e vinci.
In proposito Formigoni,  rispondendo ai giornalisti sulla inchiesta relativa ai rimborsi,  ha detto: “Qui non c’è Er Batman” . Aggiungendo: ”Credo proprio che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole”.
Comunque nella lista nera  figurano undici leghisti e sono: Cesare Bossetti, Fabrizio Cecchetti (attuale presidente del consiglio regionale), Angelo Ciocca, Stefano Galli, Alessandro Marelli, Ennio Moretti, Massimilano Orsatti, Ugo Parolo, Roberto Pedretti, Luciana Ruffinelli, Pierluigi Toscani. Altrettanti sono gli indagati  nelle file del Pdl, questi i nomi: Giovanni Bordoni, Giulio Boscagli, Alessandro Colucci, Giuseppe Gianmario, Antonella Maiolo, Marcello Raimondi, Nicole Minetti, Gianluca Rinaldin, Carlo Saffiotti, Paolo Valentini e Sante Zuffada.

Sebastiano Di Mauro
15 dicembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook