Ilva, Napolitano firma il decreto. Carbone: a rischio la salute della collettivita’

Dopo decine di scioperi e manifestazioni per chiedere al Governo un decreto contro la chiusura dell’Ilva quest’oggi è arrivata la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha così emanato il decreto legge recante “disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale”.

Un decreto che punta al risanamento ambientale ed alla tutela della salute pubblica mantenendo intatta la continuità produttiva dello stabilimento.

Contrario alla decisione il segretario nazionale dell’Anm, Maurizio Carbone, che ha affermato: «Non capisco come un decreto legge possa sospendere un atto giudiziario di sequestro preventivo finalizzato a impedire il protrarsi di reati gravi che mettono a rischio la salute della collettività».

Antonio di Pietro, leader dell’IDV ha invece dichiarato: «Il Governo ha varato un decreto che i media già chiamano salva-Ilva. Dovrebbe invece salvare Taranto e i tarantini sia dalla disoccupazione che dalla morte e dalle malattie diffuse dai veleni dell’Ilva».

Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera ha invece detto: «Mi auguro che i magistrati capiscano che i loro obiettivi e i nostri non sono divergenti, ma coincidono. C’è una volontà comune che è quella di tutelare la salute e di salvare il lavoro di tutti. Noi non vogliamo vanificare le sentenze dei Tribunali né ledere la maestà del potere giudiziario. Vogliamo solo trovare una soluzione condivisa, nel rispetto del diritto».

Così se da una parte l’approvazione di questo decreto fa tirare, per il momento, un respiro di sollievo ai 5.000 operai che perderebbero il posto con la chiusura dello stabilimento, dall’altra rimane alta la tensione per la tutela del diritto alla salute.

Enrico Ferdinandi

3 dicembre 2012

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