“Saglite…!”

di Federica Pacilio

E’ Il richiamo del branco. Il branco dell’uomo che vince sul candore, che viola l’anima e il corpo del più debole, del branco che corre, anche quando l’invito è per una cerimonia di violenza. Così si conclude la giornata del 25 marzo, in un appartamento di Frattamaggiore in via Rossini. Due adolescenti, amiche, violentate e barbaramente picchiate da tre diciannovenni: Gianluca Silvo, pizzaiolo, Francesco Vitale, fruttivendolo e Ferdinando Chiacchio, venditore presso il mercato del quartiere di Poggioreale. Una delle due fanciulle è fidanzata con Gianluca, lui la invita a casa per conoscere i genitori e la fanciulla, presa dalla timidezza, chiede all’amica di essere accompagnata. Così, quello che sembra il più gioioso dei giorni si trasforma in un incubo. Non appena i genitori del giovane pizzaiolo escono di casa, i simpatici convenevoli svaniscono e con essi la spensieratezza di due piccole donne alle prese coi primi amori.

Inizia il rituale lento dell’umiliazione. Botte, violenze, grasse risate, luci accese, uno spettacolo che ha come protagonisti due corpicini delusi e calpestati.
In preda a quello che sembra un delirio, al più depravato dei divertimenti, si aprono le finestre…
“Saglite, guagliù…saglite, sti ddoie troie ce stanno!”
Le due ragazze si trasformano in oggetti da proporre e svendere al primo acquirente, agli amici del quartiere.
Vengono dunque offerte dopo essere state ripetutamente seviziate. Dopo tre ore di incubo, le due amiche, approfittando di un momento di distrazione, fuggono da quel terribile covo. Una delle due telefona la sorella che, sconvolta, avverte immediatamente la polizia. La volante sopraggiunge in via Rossini mentre gli stupratori sono a bordo degli scooter. Un quarto componente, con accuse meno gravi, è riuscito a scappare. Gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, disposta dal Gip del Tribunale di Napoli per violenza sessuale, aggravata per essere stata commessa ai danni di due minorenni. I tre ragazzi, essendo incensurati, hanno scampato il carcere e sono agli arresti domiciliari. Soluzione che ha suscitato l’ira e le critiche di tanti genitori e coetanei delle ragazze. La vicenda è stata resa nota il 14 maggio da un comunicato firmato da Giandomenico Lepore, procuratore della Repubblica.

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