Ilva di Taranto: ministero dell’Ambiente rilascia l’autorizzazione integrata ambientale

Con un comunicato diffuso da Palazzo Chigi, quest’oggi, il ministero dell’Ambiente ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale all’Ilva di Taranto. Quest’autorizzazione stabilisce l’applicazione anticipata al 2012 delle prescrizioni europee, che entreranno in vigore nel 2016, per l’impiego delle migliori tecniche disponibili (Bat) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nella Gazzetta dell’Unione Europea l’8 marzo 2012 n. L70.

 

Nell’autorizzazione sono inoltre presenti le applicazioni delle leggi regionali per la regolazione delle emissioni di diossine e furani, per il contenimento dell’inquinamento da benzoapirene e per la tutela della salute dei cittadini pugliesi residenti nelle aree limitrofe all’Ilva.
Ricordiamo che tali disposizioni sono state decise dalla Regione Puglia e ribadite come indispensabili in quanto la situazione ambientale nelle zone adiacenti all’acciaieria sono critiche. Difatti il Rapporto “Ambiente e salute a Taranto: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica” diffuso pochi giorni fa e promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, aveva disegnato un quadro molto preoccupante: il tasso di mortalità e il numero di tumori nella zona limitrofa all’Ilva è aumentato esponenzialmente.

Le prescrizioni tengono conto delle raccomandazioni del Ministero della Salute sulla base dei dati epidemiologici aggiornati, nonché della proposta del medesimo Ministero per l’istituzione a Taranto di un “Osservatorio e sistema di monitoraggio sanitario”. Inoltre le prescrizioni, esecutive a partire dalla pubblicazione dell’Autorizzazione sulla Gazzetta Ufficiale, stabiliscono un cronoprogramma con misure urgenti da adottare entro tre mesi e successivi interventi da completare entro il 2014.

Il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, ha così commentato la decisione del ministro dell’Ambiente di sbloccare l’Autorizzazione ambientale integrata per gli impianti: “E’ un’Aia che comporta investimenti che noi abbiamo deciso di fare, stiamo elaborando un piano industriale che deve verificare la sostenibilità finanziaria di questa iniziativa nella responsabilità dei lavoratori e dell’economia del Paese”.

Enrico Ferdinandi

26 ottobre 2012

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