Stati Uniti: l’uragano Sandy fa 21 morti nei caraibi e si avvicina al paese

L’uragano Sandy, che si dirige verso la Florida dopo un passaggio nei Caraibi, dovrebbe indebolirsi arrivando sulla costa Est degli Stati Uniti. I meteorologi si aspettano che l’uragano, combinato a una tempesta che arriva dall’Ovest e dai venti glaciali del Nord, provochi un immensa tempesta che potrebbe fortemente perturbare tutto il Nord-Est del paese per diversi giorni.

 

Forti venti con precipitazioni molto importanti sono attesi nella regione di New York, con cadute di neve ugualmente previste dall’inizio della settimana prossima. “Durerà quasi una settimana ha stimato Jim Ciscom, del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Ci sarà una tempesta molto estesa e molto seria. Non abbiamo precedenti moderni ai quali paragonarla.”

I primi effetti si faranno sentire dall’inizio della settimana prossima mentre l’uragano Sandy toccherà il New Jersey. Attualmente l’uragano è considerato di seconda categoria nella scala di Saffir Simpson che ne comprende cinque. Dovrebbe abbassarsi di intensità nel corso del suo arrivo in Florida, prima di procedere e continuare verso il Nord-Est.

L’uragano ha provocato la morte di undici persone a Cuba secondo quanto riferito dalla difesa civile. Il suo passaggio al largo di Haiti ha fatto nove morti e tre dispersi secondo le cifre del bilancio provvisorio del ministero dell’interno. Quasi 10 000 haitiani sono sfollati, le strade sono interrotte, i ponti crollati e le abitazioni distrutte. In Jamaica, una persona di 74 anni è stata uccisa a sepolta dal fango. Solo nei Caraibi sono morte 21 persone. 

I meteorologi americani prevedono chi i danni causati e che causerà l’uragano ribattezzato “Frankestorm”, potrebbero essere quantificati con un milione di dollari. Inoltre i suoi effetti potrebbero continuare a farsi sentire su tuta la parte Est degli Stati Uniti fino all’inizio di Novembre e potrebbero dunque perturbare l’organizzazione delle attesissime elezioni presidenziali, previste ricordiamolo per il 6 novembre.

Manuel Giannantonio

26 ottobre 2012

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