Ilva di Taranto, bisogna agire: seriamente compromessa la salute dei residenti

Taranto. Quest’oggi il ministro della salute Renato Balduzzi, nel corso di una conferenza stampa all’Ospedale SS. Annunziata, ha presentato il Rapporto “Ambiente e salute a Taranto: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica” (promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità), dal quale è emerso un dato preoccupante:

Emerge con chiarezza – afferma il ministero della salute – uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto. Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed è il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene

Non è una novità, e questo non è neanche il primo studio di questo tipo, già più volte in passato associazioni e medici hanno denunciato il preoccupante grado di inquinamento che vige a Taranto a causa dell’attività dell’Ilva.

Nel rapporto vi sono dati sull’inquinamento di Taranto aggiornati ad un arco di tempo compresi tra gli anni 2003 e 2009 e riguardanti l’analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria.
In poche parole dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto ed un aumento dei casi di tumore.

Sul sito del ministero, dove sono pubblicati dati completi, il rapporto è stato così commentato:

questo quadro è coerente con quanto emerso dai precedenti studi descrittivi ed analitici di mortalità e morbosità, in particolare la coorte dei residenti a Taranto nella quale, anche dopo avere considerato i determinanti socio- economici, i residenti nei quartieri di Tamburi, Borgo, Paolo VI e nel comune di Statte mostrano una mortalità e morbosità più elevata rispetto alla popolazione di riferimento, in particolare per le malattie per le quali le esposizioni ambientali presenti nel sito possono costituire specifici fattori di rischio”.

Una situazione insostenibile quindi che nel corso degli anni ha visto aumentare il tasso di mortalità e il numero di tumori nella zona limitrofa all’Ilva.

La soluzione? Balduzzi ha affermato che saranno tre le azioni che il ministero della Salute metterà in campo per contrastare gli effetti nocivi dell’inquinamento sulla salute della popolazione:

Il piano di monitoraggio si articolerà su tre direttrici: monitoraggio ambientale, biomonitoraggio e sorveglianza epidemiologica. Abbiamo chiesto e ottenuto l’adozione di un sistema di monitoraggio sanitario dell’efficacia delle prescrizioni e la possibilita’ di rivedere l’Aia in funzione dei risultati del monitoraggio. Per quanto attiene il biomonitoraggio inserito nell’Aia, esso riguarderà un campione adeguato di residenti a Taranto, selezionati in base a studi, e prendera’ in considerazione i metalli, i contaminanti organici e la capacita’ di riparazione del Dna”.

Per quanto riguarda la terza azione il ministero, afferma Balduzzi:

prenderà in esame i livelli giornalieri del Pm10 e del Pm2,5 sulla mortalità naturale, cardiovascolare, respiratoria e sui ricoveri ospedalieri nonché il rischio riproduttivo e l’incidenza della patologia oncologica in età pediatrica”.

Il piano di prevenzione ‘generalizzata’ sarà invece effettuato dal Ministero della Salute in raccordo con Regione Puglia e Asl di Taranto. Sulle risorse assegnate a quest’ultimo intervento, Balduzzi ha detto che:

“Il ministero della Salute non gestisce grandi risorse perché in Italia la spesa sanitaria, che pure è rilevante, fa capo alle Regioni. Comunque, nell’ambito delle nostre risorse, faremo la nostra parte; uno stanziamento – afferma il ministro – arriverà dal 2013”.

Balduzzi ha infine riassunto il quadro complessivo delineato da questo rapporto affermando che a Taranto vige una:

“situazione problematica sia per la mortalità che per l’analisi di incidenza. Presentare questi dati è un dovere. Non siamo quelli che dicono soltanto, ma esprimono anche un’esigenza ed un impegno. Le nostre richieste hanno trovato accoglimento al tavolo dell’Aia per l’Ilva e adesso troveranno ulteriore conferma nei capitoli di bilancio. Importante sarà affermare un cambio di tendenza rispetto al passato”.

 

Enrico Ferdinandi

22 ottobre 2012

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