Stati Uniti: arrestato a New York un terrorista ingannato dalla polizia

Un cittadino del Bangladesh di soli 21 anni, è accusato di aver voluto far esplodere una bomba di 450 Kg nella sede federale di New york, secondo quanto annunciato ufficialmente dalle autorità americane. L’FBI ha arrestato questo mercoledì Quazi Mohammad Rezwanul Ahsan Nafis, arrivato negli States con il visto da studente, è stato intercettato nel Sud di Manhattan e accusato di terrorismo, come riferito da una fonte che ha preferito rimanere anonima.

 

L’atto di accusa pubblicato dall’autorevole New York Post si legge in maniera quasi romanzesca. All’inizio del mese di luglio Nafis  contattata un uomo con lo scopo di creare una cellula della djihad. Sfortunatamente per lui l’uomo in questione è proprio un agente dell’FBI infiltrato e coinvolge immediatamente le autorità. Su consiglio di quest’ultimi, la fonte spiega a Nafis che conosce un membro di Al Qaeda che può fornirgli gli esplosivi necessari al suo scopo.

Per circa due mesi, un agente dell’FBI riesce dunque a guadagnarsi la sua fiducia. “Voglio fare qualcosa di molto, molto, molto, molto grosso, che sconvolgerà tutto il paese, per i musulmani, per fare un passo in più verso il dominio del mondo intero”, ha spiegato Nafis. Il giovane ragazzo ha specificato prima di voler morire come “martire” nell’attacco suicida. Ma quando chiede di poter recarsi in Bangladesh per “mettere apposto i suoi affari”, l’agente dell’FBI gli suggerisce un’altra opzione, per paura di perderlo, innescare il meccanismo a distanza, alfine di poter condurre altri attacchi in seguito.

Dopo aver registrato un video nel quale spiega come agire “in nome del nostro Osama Bin Laden”, Nafis assembla la bomba con l’aiuto dell’agente, che gli fornisce un esplosivo inerte. Martedì mattina, Nafis ha tentato di innescare la bomba tramite un cellulare, senza successo, poi è stato arrestato dalle autorità preventivamente giunte sul posto.  

Il ragazzo verrà accusato di uso di un arma di distruzione di massa e di tentativo di fornire un sostegno materiale ad Al Qaeda, come dichiarato dal dipartimento della giustizia in un comunicato.

Manuel Giannantonio

19 ottobre 2012

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