Emilia Romagna: 15 mln degli sms solidali bloccati dalla burocrazia

15 milioni di euro: questa è la cifra che è stata raccolta grazie all’invio dei così detti ”sms solidali” che milioni di italiani avevano deciso di mandare per sostenere le popolazioni colpite dai terremoti che si erano susseguiti in Emilia Romagna a partire dallo scorso 20 maggio. Molte le vittime, le città messe in ginocchio e le famiglie che tutt’oggi non hanno una casa e convivono con la paura, aiuti di questo tipo sono dunque necessari in momenti così difficili e sono sintomo di un alto grado di sensibilità sociale.

Ad oggi però, nemmeno un centesimo di quei soldi sono giunti a destinazione: colpa della burocrazia! Difatti prima di poter versare l’importo corrispondente agli sms alla Tesoreria dello Stato i vari gestori telefonici, tra cui Vodafone, Wind e Tim devono prima effettivamente incassare la cifra per intero ed al momento nelle casse di Bankitalia risultano depositati solo poco più di 7 milioni di euro. 
Solo una volta rispettate queste procedure questi soldi potranno esser versati al dipartimento della Protezione civile e contabilità speciale del Commissario straordinario, che in questo caso, ecco un altro freno, sono i tre governatori dell’Emilia, Vasco Errani, della Lombardia,Roberto Formigoni e del Veneto, Luca Zaia.

Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, ha spiegato che: “Purtroppo l’iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza”.

Il direttore nazionale dell’Anci, associazione dei comuni italiani, AngeloRughetti, nonché responsabile dell’Ufficio di coordinamento del Commissariato ha difeso quanto detto dal capo della Protezione Civile, dichiarando che:“Gabrielli è sempre stato molto esplicito: i tempi saranno medio lunghi perché c’è una cornice di buona riuscita che va garantita”.
Un iter burocratico che evidentemente andrebbe esemplificato, per Rughetti ciò è possibile, anzi, l’Anci, fa sapere, ha già  stilato un elenco di comuni colpiti a cui serve l’aiuto economico e aggiunge: ”tutti gli interventi finiranno in una database che si chiama Trasparenza donazioni, in modo che ci sia una tranciabilità totale dei versamenti e il Comune si impegna a seguire gli appalti rendicontando la spesa”.

Enrico Ferdinandi

8 ottobre 2012

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