Tempo scaduto per Wind Jet: la priorità ai diritti dei passeggeri

Al vertice che si svolto presso la  Prefettura di Catania lo scorso  28 agosto in merito alla crisi Wind Jet, sarebbe emersa la volontà di trovare un percorso virtuoso con l’obiettivo di  salvaguardare l’azienda e nella pegiore delle ipotesi  garantire la mobilità dei dipendenti.
l’assessore regionale al Lavoro, Giuseppe Spampinato, presente all’incontro, ha affermato che la Regione siciliana vuole garantire i livelli occupazionali dei lavoratori Wind Jet e nello stesso tempo  sta valutando se esistono le condizioni economiche per un rilancio dell’azienda, attraverso  un percorso virtuoso.
I sindacati, ovviamente in questa fase puntano invece ad avere più garanzie possibili per il loro iscritti e premono perchè venga  firmato un protocollo d’intesa tra sindacati, Sac ed Enac, allo scopo di garantire i livelli occupazionali allo scalo catanese. E’ anche  emerso il rischio della mobilità per i siciliani e secondo Gianluigi Grossi, del Dipartimento volo Filt Cgil, si sta retrocedendo di vent’anni, quindi ha invocato delle tariffe sociali per garantire il trasporto aereo dei siciliani in Italia.

Per il segretario regionale della Uil, Angelo Mattone, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera non sta adoperandosi come dovrebbe in favore della Sicilia e dice: “questo governo la smetta di continuare a penalizzare il Sud”.Lo stesso ha anche chiesto al ministro “di convocare urgentemente un tavolo a Roma con Alitalia, Windjet, Enac, Sac e sindacati” puntando il dito  contro Alitalia che “con la sua politica sta ‘spolpando’ Windjet che ora rischia di scomparire, lasciando a casa  gli 800 lavoratori, tra dipendenti diretti e indotto”.
Cgil e Cisl dicono che per il rilancio della low cost servono 50 milioni, perché la newcompany già esiste sotto il nome di windjet srl, questo favorirebbe il concordato preventivo tra la Wind Jet s.p.a  e  creditori, che vantano somme per 150 milioni di euro. Antonino Pulvirenti, dal canto suo, fa sapere  che alla sua compagnia sarebbe  interessata la Livingston, ma  si sta anche tentando una possibile  società mista con capitale pubblico. Pulvirenti, nei giorni scorsi, aveva affermato: “Wind Jet lotterà con tutte le forze e  sta facendo valere le carte, anche contro i poteri forti che vogliono ‘scippare’ ai siciliani la loro compagnia aerea”,
Intanto Si è fatta avanti anche una cordata di professionisti e imprenditori siciliani, con l’intenzione di rilevare Windjet, che come si legge sull’Ansa, ha messo a punto un piano di salvataggio, curato dallo studio del commercialista Salvo Tripoli, che suggerisce una soluzione-ponte utile ad assicurare la “continuità aziendale” Tra questi imprenditori farebbe parte un imprenditore della Sicilia orientale che opera nel settore agroalimentare e alcuni tecnici, tra cui l’ingegnere aeronautico Francesco Surace, ex dipendente Windjet, e Roberto Corrao, medico, specialista in medicina aeronautica e titolare della Aviomed,  specializzata nel trasporto aereo di pazienti infermi.
Però al di là di tutte queste parole, che appunto rimangono  solo  ipotesi, rimane preminente l’interesse dei passeggeri.  Per tale motivo Confconsumatori rivolge un invito all’Enac e al Ministero dello Sviluppo Economico, perchè adottino la massima vigilanza in questa delicata fase, e diano espresse indicazioni e direttive, allo scopo di evitare che vengano calpestati i diritti dei passeggeri.
L’avv. Carmelo Calì, responsabile Trasporti e Turismo e Mara Colla, Presidente di Confconsumatori, hanno dichiarato:«Il tempo é scaduto! Con senso di responsabilità abbiamo atteso una risposta sui disagi e sui danni arrecati ai consumatori, ma abbiamo registrato un assordante silenzio. I passeggeri non sono fastidiosi questuanti a cui un domani, ad operazioni societarie concluse, si allargheranno le braccia. Adesso é il tempo degli interventi chiari e dell’applicazione delle norme di legge»
Secondo Confconsumatori, tutte le varie ipotesi prospettate ieri, peraltro sostanzialmente smentite dalla stessa compagnia, sembrano relegare a una posizione giuridica marginale il diritto al risarcimento dei passeggeri. Invece, secondo l’associazione, “E’ bene ricordare che l’art. 783 del codice della navigazione – forse dimenticato, in questi giorni di febbrili trattative – ha per oggetto la “tutela del consumatore” nei servizi di trasporto aereo. Qualsiasi soluzione, dice confconsumatori, non può prescindere da tale disposizione normativa, che, unitamente al regolamento comunitario n. 261/2004, conferisce alla tutela dei diritti dei passeggeri, anche in un caso come questo, una posizione di  ‘specialità’.
Nonostante, tecnicamente i creditori non siano creditori privilegiati, si legge nella nota della Confconsumatori, la loro tutela viene ancora prima, anzi in qualche maniera é il presupposto affinché tutti gli altri creditori, privilegiati e non, possano sperare di essere soddisfatti.
Infatti i creditori sono diversi dai passeggeri della Wind Jet, in quanto nella maggioranza sono aziende come banche, service providers, aeroporti, che hanno consapevolmente accettato i rischi connessi, invece i passeggeri si sono limitati ad acquistare il biglietto, facendo ragionevole affidamento sulla compagnia in quanto titolare di licenza governativa.
Seguendo questo ragionamento Confconsumatori annuncia, che una diversa considerazione che non tenga conto come priorità la “specialità” del diritto al rimborso e al risarcimento dei passeggeri incontrerà la loro avvversione, ponendo in atto ogni possibile azione davanti a tutte le competenti autorità giudiziarie.

 

Sebastiano Di Mauro
30 agosto 2012

 

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