Lavoratori Windjet in cassa integrazione. Voli riprotezione Enac troppo cari per Confconsumatori

Dalla riprotezione programmmata fino al 3 di agosto, rischiano di essere esclusi i possessori di carnet, che da pendolari si trasformeranno in “deportati al nord”

Per i 442 dipendenti a tempo indeterminato di Wind Jet è arrivata la cassa integrazione, con L’80% dello stipendio per 48 mensilità e altri tre anni di mobilità, a partire dal 17 agosto. E’ questo il contenuto dell’accordo firmato dai dipendenti Wind Jet, che convocati dalla società, attendevano il provvedimento con ansia. Dall’accordo vengono esclusi i 62 lavoratori a tempo determinato della compagnia aerea catanese, i quali rimarrano senza lavoro e usufruiranno degli ammortizzatori sociali ordinari, previsti dalla nuova riforma del lavoro.

C’è comunque attesa da parte dei lavoratori per la nuova convocazione prevista per il 24 agosto, con il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera. Sarà in quella data infattti che i vertici della compagnia aerea catanese, condotta da Antonio Pulvirenti, dovranno rivelare l’identità di eventuali altri soggetti interessati all’azienda, da momento che la trattativa con Alitalia è definitivamente crollata. La Filt-Cgil ha già previsto un’assemblea per il giorno successivo nell’aeroporto di Catania Fontanarossa.
Carmelo De Caudo, segretario provinciale Filt-Cgil, nell’esprimere soddisfazione per l’acccordo raggiunto sulla cassa integrazione, che da maggiori garanzie rispetto alla mobilità, si augura che il nuovo soggetto interessato alla low cost posssa essere «una compagnia seria e non una cordata siciliana di imprenditori, che non farebbe altro dopo poco tempo che riproporre la situazione attuale». Il sindacalista non esclude che le proteste possano continuare, perchè molto dipenderà di cosa succederà nei prossimi giorni.

Intanto l’Enac ha comunicato l’elenco dei voli di riprotezione che sono stati programmati fino al 3 settembre e il presidente Vito Riggio, intervenuto nella trasmissione radiofononica Radio Anch’io che ha commentato: «la situazione negli aeroporti è tornata alla normalità dopo meno di 48 ore». I Voli di riprotezione sono effettuati dalle compagnie Alitalia, Meridiana e Livingston, e tutti prevedono, secondo quanto riferito dall’Enac, «l’emissione del biglietto sostitutivo dietro il pagamento della tariffa agevolata messa a disposizione nella specifica circostanza, che copre a stento i costi ed è di 50 euro più le tasse non versate da Wind Jet. La tariffa diventa 150 per l’Unione Europea e 250 per la Russia». Questa soluzione adottata consentirà anche il rientro a casa di 30 orfani russi, con il visto turistico scadente a fine mese, bloccati nella bergamasca, dove si trovavano ospiti presso delle famiglie.
Alle accuse, secondo cui L’Enac già da marzo scorso era a conoscenza della reale situazione di WindJet , il presidente dell’Ente Vito Riggio ha spiegato che ad aprile era stato avvisato di una trattativa per salvare la compagnia e quindi non erano intervenuti. Comunque, precisava Riggio, “se avessimo bloccato la compagnia ci sarebbero stati comunque aerei a terra e lavoratori disoccupati”. Aggiungendo: “Il caso della compagnia aerea siciliana, si inserisce in un quadro complessivo non facile e non è un mistero che nessuna compagnia aerea italiana produca attivi. Se noi dovessimo chiudere le compagnie solo perché sono in perdita sarebbe un deserto”.
Intanto la licenza di Windjet resta sospesa e gli aeromobili sono stati ritirati dal proprietario che pare li abbia portati in Irlanda o a Malta, per evitare di subire eventuali azioni giudiziarie promosse dai creditori.
Si è vero la situazione negli aeroporti sta andando migliorando, anche perchè migliaia di passeggeri hanno rifiutato i voli di riprotezione, trovando altre soluzioni, ma a carico dei 300 mila passeggeri permangono, oltre ai disagi i danni economici che chissà quanto potranno trovare soddisfazione, confermando che come sempre a rimetterci sono sempre i più deboli.
Proprio per questo scendono in campo le associazioni di consumatori, schierandosi a fianco delle persone che, loro malgrado, si sono trovati a subire gli spiacevoli disagi, proprio in un periodo che dovrebbe essere dedicato alla svago e al riposo, come dicono l’avv. Carmelo Calì, Responsabile Trasporti e Turismo e Mara Colla, Presidente di Confconsumatori.
L’attenta associazione di consumatori, che sta seguendo con molta attenzione la questione relativa a Windjet e ha già dato diverse indicazioni riportate sul sito www.confconsumatori.it e, anche in questi giorni di vacanza, sarà a fianco dei passeggeri per dare loro utili consigli a seconda dell’evolversi della vicenda.
In particolare il responsabile nazionale Trasporti e Turismo dell’associazione Avvocato Carmelo Calì, che già nei giorni scorsi aveva denunciato la prevaricazione dei diritti dei passeggeri, a cui venivano imposti “ulteriori balzelli”, ha precisato che i costi di riprotezione per i passeggeri dei voli Wind Jet sono eccessivamente alti. Per questo Confconsumatori si auspica che anche da noi possa prendersi spunto dalla recente esperienza spagnola, che per il fallimento della Spanair, avvenuto lo scorso gennaio, in cui le società aeroportuali hanno esonerato le compagnie che riproteggevano i passeggeri dal pagamento delle tasse aeroportuali.
Questo sistema consentirebbe alle società aeroportuali di compensare a loro volta le minori entrate, facendole valere sugli importi da destinare agli investimenti, in modo tale da non avere delle vere perdite economiche. Inoltre tali somme, nel caso di una ripresa di Wind Jet, potrebbero essere richieste alla compagnia, ma anche nella malaugurata ipotesi di una procedura fallimentare, le società aeroportuali sarebbero titolari di un credito privilegiato trattandosi di tasse dovute all’erario.
Sulla base di queste considerazioni Confconsumatori rivolge ancora un invito al Governo e all’Enac perchè scelga, con urgenza, questa strada adottando tutti gli atti necessari per pervenire ad una immediata decurtazione totale delle tasse aeroportuali.
Inoltre nell’assistere i passeggeri Wind Jet, Confconsumatori ha riscontrato una presenza significativa di titolari di carnet di voli, spesso studenti o pendolari,  che ora rischiano di perdere il diritto alla riprotezione. E quello che è più grave è che alcuni di questi carnet siano stati venduti anche pochi giorni prima il blocco dei voli, dice l’avv. C. Calì che aggiunge: «E’ una della tante storie assurde che stiamo sentendo in questi giorni e che, purtroppo, continueremo a sentire. Nella stragrande maggioranza dei casi sono passeggeri che si spostano perché lavorano o studiano fuori dalla Sicilia. In entrambi i casi hanno acquistato il carnet per poter tornare a casa con una certa periodicità e con costi contenuti. Adesso, per loro, rischia di aprirsi una fase, dai tempi incerti, di “deportati al nord“»
Confconsumatori ricordava inoltre che a tutti passeggeri, sia dei voli cancellati sia di quelli ritardati dei giorni scorsi, spetta anche la compensazione pecuniaria pari a 250 euro per le tratte fino a 1500 km, 400 euro per le tratte da 1500 e 3500 km, 600 euro per le tratte superiori a 3500 km. Precisando anche che per inoltrare tale reclamo non vi sono scadenze immediate particolari se non la decadenza entro due anni, quindi non vi è nessun termine immediato da rispettare. Si richiama in proposito il nostro articolo “LO SPORTELLO DEL TURISTA, oppure scrivere una e.mail all’indirizzo [email protected], per avere assistenza.

 

Sebastiano Di Mauro
17 agosto 2012

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