Taranto, interrotto comizio dei sindacati: proteste e scontri di contestatori

Per questa mattina a Taranto, nell’ambito della giornata di sciopero generale, erano stati indetti due cortei organizzati dai sindacati confederali Ggl Cisl e Uil, per manifestare contro il provvedimento di  sequestro dello stabilimento siderurgico Ilva, disposto dal gip del Tribunale di Taranto, che ha fatto scendere in piazza migliaia di lavoratori in corteo per le vie della città, lanciando slogan come “Il lavoro non si tocca” e  “Taranto non deve morire”. Oltre alle bandiere dei sindacati confederali e dei metalmeccanici Fiom, Fim, Uilm sventolavano anche  i gonfaloni dei comuni di Palagianello, Martina Franca, Castellaneta e Ginosa.

Durante la manifestazione però, che si stava concludendo in piazza della Vittoria, un gruppo di contestatori, probabilmente apparteneneti ai Cobas, hanno  tentato di occupare il palco dove si teneva il comizio a cui partecipavano i leader Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Raffaele Bonanni, e Uil, Luigi Angeletti, che sono stati fischiati a lungo.

La manifestazione  dei lavoratori,  a seguito degli scontri è stata sospesa, proprio durante l’intervento del segretario Fiom Maurizio Landini, perchè sono state ingaggiate lotte feroci con le forze dell’ordine, lanci di uova e fumogeni. Le forze dell’Ordine,  in tenuta antisommossa, l’hanno impedito che la situazione precipitasse con energici e misurati interventi.

I  contestatori proclamavano attraverso un messaggio audio, diffuso a bordo di un Ape-car,  di voler prendere le distanze dai tre sindacati, accusandoli di essere troppo vicini all’Ilva  e di curarsi poco della salute dei cittadini e dei lavoratori. Inoltre, riusciti nell’intento di far evacuare la piazza, hanno anche letto un comunicato per ricordare il 32° anniversario della strage di Bologna.

Landini  nel suo intervento, prima dell’interruzione, aveva spiegato come la manifestazione  voleva avere lo scopo di affermare  il diritto al lavoro, alla salute e allo sviluppo del territorio, precisando: “Non è facile perchè ci sono anni di ritardi, ma bisogna provare a voltare pagina.

In concomitanza con questa manifestazione, nei pressi del tribunale di Taranto di via Medaglie d’oro, era comparso un manifesto di sei metri per tre, firmato dai comitati Legamjonici e Taranto lider,  nel quale si poteva leggere <<Noi siamo con gli operai e fieri della magistratura>>. Secondo tali comitati l’ordinanza di sequestro da  speranza per il futuro, affinchè sia tutelatala salute dei nostri bambini e  degli operai che lavorano nello stabilimento.

Ai Lavoratori dell’Ilva è arrivata la solidarietà  da  Porto Marghera, con una corteo che ha creato problemi al traffico proveniente da Venezia. Un altro Corteo si è tenuto  al porto di Genova presso  la sede della Regione Liguria, dove gli operai dell’Ilva del capoluogo ligure, partendo dalla sede dello stabilimento a Cornigliano, sono scesi in piazza per manifestare contro la chiusura dell’acciaieria di Taranto disposta dal  tribunale.

Secondo il ministro Il ministro Clini invece ci sarebbe si  l’impatto ambientale, ma nei limiti delle leggi del tempo, mentre per Susanna Camusso,  se non si trovano soluzioni, saremmo costretti a importare acciaio dall’estero, con conseguenti  problemi sull’assetto industriale del Paese.

Il leader della Uil Angeletti, ha dichiarato: “in nessun paese europeo si è chiuso uno stabilimento siderurgico come l’Ilva, che è il più grande d’Europa. Se la settima potenza mondiale fa questo, pensate che ci sarà un imprenditore sano di mente che investirà un altro soldo in Italia?”.

Un grosso interrogativo a cui chi di dovere, il governo in testa devono dare un immediata ed equlibrata riposta, che dia la giusta sicurezza ai lavoratori e alla città, senza trascurare il bisogno primario del lavoro, specie in questo difficile momento in cui la siuazione economica stringe la sua morsa.

Sebastiano Di Mauro
2 agosto 2012

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