Ilva, Clini: ”situazione molto delicata”

Si parla molto in questi giorni di Olimpiadi, ondate di calore dai nomi ridicoli, vacanze last minut e allarme zanzare, ma spesso si pone poca attenzione ad altre notizie che meriterebbero maggior evidenza. Per questo motivo cominciamo questo pezzo sull’Ilva parlando delle Olimpiadi. Anders Golding carpentiere danese di 28 anni si è aggiudicato la medaglia d’argento al tiro al volo e ha dedicato la sua medaglia a tutti i lavoratori dell’Ilva. Potrebbe sembrare strano ma il danese ha spiegato:

 

“A Taranto passo una sessantina di giorni all’anno e per questo conosco la situazione dell’Ilva, che mi dispiace tanto. Quindi tengo a dire che dedico la mia medaglia a tutti i suoi lavoratori. Lo sono anch’io, e so cosa si prova, il mio cuore è con loro. Spero comunque che la situazione si risolva e che nessuno si ritrovi senza occupazione”.

A parlare dell’Ilva quest’oggi il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che nell’informativa alla camera sulla situazione dell’azienda ha spiegato: “La situazione a Taranto è molto delicata e circa 20mila persone sono molto preoccupate per una eventuale chiusura degli impianti. Domani ci sarà un incontro con l’azienda e con i sindacati per cercare di gestire la situazione di Taranto, i programmi che sono in corso e quelli che abbiamo individuato da sviluppare in maniera coordinata tra le diverse componenti”.

Il ministro ha poi affermato che: “Il denaro pubblico, 366 milioni di euro, stanziato da governo e enti locali per la bonifica ambientale a Taranto, sarà speso tutto per interventi in aree esterne agli impianti industriali, mentre l’Ilva si farà interamente carico degli investimenti all’interno dell’acciaieria”.

Clini ha inoltre  spiegato che la situazione dell’Ilva presenta: “evidenti impatti sull’ambiente e probabile impatto sulla salute che vanno messi in relazione alle normative del tempo. Parte delle problematiche rilevate dalle indagine epidemiologiche danno conto di uno stato della salute della popolazione, con evidenti eccessi di mortalità, che fanno riferimento presumibilmente a contaminazioni derivanti da impianti che operavano nel rispetto delle leggi”.

Il ministro dell’Ambiente ha paragonato la situazione con i motori diesel: “Le emissioni dei diesel di vent’anni fa erano probabilmente causa o concausa di malattie dovuto all’inquinamento ma rispettavano gli standard dell’epoca”. Bisogna capire se lo stato attuale degli impianti può essere messo in relazione con le patologie riscontrate e se costituiscono ancora oggi una sorgente di rischio”.

In merito ai dati sull’eccesso di mortalità per tumori nella zona, Clini ha detto che non si eslcude che vi possa esser un collegamento tra il rischio ambientale e il danno alla salute, ma la questione merita una “indagine più approfondita” in quanto: “potrebbe essere complesso verificare il nesso con la situazione attuale degli stabilimenti Ilva che per effetto di autorizzazioni ambientali e leggi hanno avuto una evoluzione, un aggiornamento delle tecnologie e significativi risultati in termini di riduzione delle emissioni”.

Clini ha poi aggiunto che: “se si rilevasse una relazione fra ambiente e patologie bisogna considerare che i rischi ambientali sono quelli dei decenni passati, mentre potrebbe essere più complesso trovare un rapporto causa-effetto fra la situazione attuale degli stabilimenti e i danni alla salute, in quanto gli stabilimenti per effetto delle autorizzazioni attuate, hanno avuto una evoluzione con significativi risultati in termini di riduzione delle emissioni. Per esempio la diossina è stata abbattuta drasticamente”. Secondo il ministro occorre quindi capire “se lo stato attuale degli impianti sia ancora fonte di rischio”.

Enrico Ferdinandi

1 agosto 2012

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