Stati Uniti: riservatezza imposta dalla giustizia sulla sparatoria di Denver

Gli investigatori sono avvisati: i giudici incaricati del dossier della strage di Denver hanno disposto l’assoluto divieto di parlarne ai media. Si ignorano le motivazioni che hanno spinto ad intraprendere questa disposizione. La giustizia del Colorado ha vietato dunque nella giornata di giovedì di divulgare qualsiasi informazione legata agli investigatori sulla sparatoria di Denver in cui sono morte 12 persone e altre 58 ferite la settimana scorsa.

L’arresto reso dal giudice William Sylvester, mira specificatamente i membri delle differenti forze di polizia che partecipano all’inchiesta. E vietato loro di “divulgare qualsiasi informazione suscettibile di mettere in pericolo l’imputato del processo in corso”. Il giudice, Sylvester, in accordo con la richiesta dei procuratori, ha parallelamente vietato all’univesità del Colorado, dove studiava James Holmes, accusato del massacro, di diffondere la minima informazione sul suo conto. Dopo una settimana dalla strage avvenuta durante la proiezione dell’ultimo Batman “The Dark Knight” di Christoper Nolan, si ingnorano ancora le reali motivazioni che hanno spinto il giovane ragazzo ha commettere una simile azione. Gli investigatori dispongono tuttavia di un pacchetto di dati consegnato dall’Anschultz Medical Campus dell’università del Colorado, dove il sospettato preparava un dottorato in neuroscienze. Secondo il noto canale televisivo Fox News, questo pacchetto sarebbe stato inviato dal sospettato prima del massacro e conterrebbe al suo interno un diario con appunti sulle modalità di esecuzione del massacro a venire. L’università ha confermato la ricezione del pacchetto senza però confermare nessuna infomrmazione, almeno pubblica, sul suo contenuto. Questa rivelazione avrebbe condotto il giudice ha reclamare di nuovo l’assoluta segretezza sul caso. James Holmes, comparso per la prima volta in pubblico lunedì scorso, dovrebbe vedersi notificare le cariche ritenute contro di lui nel corso di una nuova udienza. Nella sua prima apparizione è stato possibile vedere attraverso le telecamere il volto inespressivo dell’unico presunto autore della strage, ma le telecamere nella nuova udienza non saranno ammesse. Circa una settimana dopo la sparatoria venti feriti sono ancora ospedalizzati tra i quali cinque in stato giudicato critico date le condizioni dei pazienti.

Manuel Giannantonio

27 luglio 2012

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