Formigoni Indagato con l’accusa di corruzione aggravata in concorso

In queste ultime settimane il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni  ha lanciato pesanti strali contro la Stampa, ribadendo la sua estraneità e soprattutto sottolineando che non era indagato e che quanto riferito sul suo conto era assolutamente falso. Ora è Ufficiale il Governatore della Lombardia  è indagato e a confermarlo questa volta è una nota del procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, nella quale si legge:
“in data odierna è stata notificata al pres. Roberto Formigoni informazione di garanzia per i reati di cui agli artt. 81 cpv 110, 319, 321 cp e art. 4 l.146/06 in concorso con Pierangelo Daccò, Umberto Maugeri, Costantino Passerino, Antonio Simone e altri,  per fatti commessi in Milano e all’estero dal 2001 al novembre 2011″.
Nella stessa nota si  precisa anche  che Formigoni è destinatario di un invito a comparire davanti ai pm ai sensi dell’art. 375 c.p.p. (non c.p. come erronemanente indicato -ndr-). La data della presentazione è stata fissata per  il prossimo sabato 28 luglio e la notifica degli atti è stata eseguita   al Legale di Formigoni, avvocato Salvatore Stivala. Adesso, con Roberto Formigoni,  sono 12 in totale gli  indagati  del Consiglio regionale e della Giunta della Lombardia.

Al presidente della Giunta Regionale Lombarda è stato contestato il reato di corruzione, con  l’aggravante dei reati avvenuti all’estero, in concorso con Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale Dc alla Sanità, Antonio Simone, attualmente in carcere, e con Umberto Maugeri e Costantino Passerino.
 
Il presidente Formigoni ha annunciato una conferenza stampa, insieme al suo vice Andrea Gibelli, per le ore 17.30 di oggi da tenersi a Palazzo Lombardia per chiarire la sua posizione.

L’aggravante della transnazionalità, contestata dalla Procura di Milano a Roberto Formigoni, affine al reato di corruzione, è prevista dalla legge n.146 del 2006 e in ques’inchiesta scaturisce  dalle condotte delle persone arrestate a seguito dell’inchiesta sul caso Maugeri, tra cui Daccò e Simone. Infatti l’accusa sostiene la tesi secondo cui sarebbe stata creata un’associazione per delinquere che operava anche  in conti esteri, in paricolare in Svizzera e che sarebbero riconducibili a Daccò e Giancarlo Grenci. Quindi anche al presidente Formigoni vengono contestati fatti commessi in concorso tra Milano e l’estero dal 2001 al novembre del 2011,  periodo in cui l’illecita associazione, secondo l’inchiesta,  drenava denaro dalle casse della Clinica Maugeri per dirottarlo all’estero.

Secondo la ricostruzione dei magistrati milanesi i soldi distratti, sarebbero 9 milioni di euro, che Formigoni avrebbe ricevuto da Daccò  per varie “utilità” e sotto varia forma, tra cui  viaggi, soggiorni in barca, nonché uno sconto per l’acquisto di una villa in Sardegna da parte di un suo amico di Comunione e Liberazione. Per questi “favori”, secondo l’accusa vi sarebbe stata la garanzia di  una  “corsia preferenziale” per Daccò, consulente finanziario della Maugeri.

Come era prevedibile e naturale, a seguito dell’informazione di garanzia, l’opposizione chiede a gran voce  le dimissioni a Formigoni e il segretario del PD  Martina insieme al capogruppo Gaffuri in un comunicato hanno scritto: “Serve un’assunzione di responsabilità che fino a qui non c’è stata. Il voto anticipato continua ad essere l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile”. Concordano anche l’Idv che per bocca di Stefano Zamponi afferma “ormai Formigoni è inadeguato a continuare a governare. Mentre Chiara Cremonesi di Sel ha detto: “spetterà alla magistratura appurare le responsabilità penali, ma è sempre più chiara la necessità di sue dimissioni”.

Sebastiano Di Mauro    
25 luglio 2012


Aggiornamento delle ore 19,15

Nella conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio, il presidente Formigoni incontrando i giornalisti  ha esordito dicendo: “Tutto qua? Dopo la lettura di questi atti, non ho proprio nulla da temere. Io rimango al mio posto”,  
Il governatore poi alludendo all’“equilibrio” con cui sarebbe stata data la notizia sui giornali del rinvio al giudizio del presidente della Puglia Nichi Vendola, ha fatto la sua ennesima steccata sarcastica ai giornalisti, dicendo:“Alcuni di voi sono stati degni gazzettieri dei magistrati. Avete svolto il compito che vi siete auto affidati con grandissima diligenza”. In merito ai  “’benefit” invece  ha affermato “Non è reato, eventualmente, essere stato ospite a una cena insieme con altre cinquanta persone o per qualche weekend”.

 


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