G.8: due dei No Global condannati, sono irreperibili

Oggi la Procura Generale di Genova ha emesso  gli ordini di carcerazione relativi alla sentenza della Corte di Cassazione nei confronti dei dieci “no global”,  condannati per i fatti  del G8 di Genova del 2001.

Dei condannati  due al momento sono irreperibili, si tratta di Francesco Puglisi e Vincenzo Vecchi, che devono scontare rispettivamente 15 e 13 anni di carcere.  Mentre altri due sono  Alberto Funaro, condannato a 10 anni e Marina Cugnaschi a 12 anni e 3 mesi. Per Vecchi, Cugnaschi e Puglisi vi sarà uno sconto di pena, compreso tra i 9 e i 12 mesi,  per effetto dell’annullamento della condanna di detenzione di molotov, ma scatta ugualmente la carcerazione,

Per Ines Morasca, che è stata condannata a 6 anni e 6 mesi, avendo la donna partorito da poco tempo la pena potrebbe essere temporaneamente sospesa.  Mentre per  il suo fidanzato Dario Ursino,  ci sarà un nuovo processo. Restano invece in stato di libertà gli altri cinque imputati del processo in Cassazione: Carlo Arculeo, che in appello aveva avuto 8 anni; Antonino Valguarnera, 8 anni; Luca Finotti, 10 anni e 9 mesi; Carlo Cuccomarino, 8 anni e Dario Ursino, 7 anni. Questi subiranno un nuovo processo,  che potrebbe concedere loro le attenuanti di “aver agito in suggestione della folla in tumulto”.

Laura Tartarini, il legale di uno degli imputati condannati dalla Cassazione parla di “una pronuncia poco coraggiosa”, basata su un reato, quello di ‘devastazione’, che risale ai tempi del fascismo e al Codice Rocco”. Secondo il legale, il suo assistito, Francesco Puglisi, è l’imputato che ha avuto la condanna più alta, 15 anni, la Corte non ha avuto la giusta “distanza emotiva, rispetto ai fatti  contestati. Infatti  agli imputati erano contestati reati contro cose e non contro persone, motivo per il quale era stato chiesto di derubricare per il reato di danneggiamento, mentre i giudici, come chiesto dal Pg Piero Gaeta, hanno accolto la richiesta di condanna per ‘devastazione’.

Oggi, Alberto Funaro, 44 anni, uno dei condannati, si è presentato alla Questura di Roma, accompagnato dal suo avvocato, dove decine di giovani aderenti all’area anarchica ed antagonista hanno scandito slogan di solidarietà, prima che venisse  condotto nel carcere di Rebibbia, dove sconterà la pena di  6 anni e quattro mesi.

 

Sebastiano Di Mauro
16 luglio 2012

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