Far East, duplice omicidio a Ponte di Nona

Far East, duplice omicidio a Ponte di Nona

Stanotte, nella periferia a est della Capitale, due uomini sono stati freddati a colpi di pistola. Regolamento di conti o movente passionale? Una cosa è certa: la violenza va a braccetto per le vie di borgata con il degrado sociale.

Due colpi di pistola, due morti. E’ successo a Ponte di Nona, periferia est della capitale. Nella notte hanno perso la vita Fabrizio Ventre, 26 anni, e Mirko Scarozza, 35. Già noti alle forze dell’ordine, sono stati trovati agonizzanti dal 118 fra via Berta Von Suttner e via Raoul Follereau. Il primo, colpito alla testa da un proiettile, doveva trovarsi ai domiciliari poco lontano ed è morto durante l’intervento chirurgico ricevuto al Policlinico di Tor Vergata. Il secondo, raggiunto ad un fianco, è invece deceduto sull’ambulanza durante il trasporto in ospedale. I carabinieri della Compagnia di Tivoli e del Gruppo di Frascati hanno avviato le indagini e stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti. Sono state effettuate perquisizioni a tappeto nelle abitazioni dei pregiudicati di zona, le prime ipotesi rimandavano a un regolamento di conti collegato al giro di droga – ricordiamo il maxi blitz del marzo scorso nello stesso quartiere – ma nelle ultime ore pare siano emersi nuovi scenari: gli inquirenti, infatti, starebbero valutando anche il movente passionale, da quando un amico di una delle due vittime ha dichiarato come fra le cause dell’omicidio ci possa essere l’amore per la stessa donna. Dai primi rilievi pare siano stati esplosi solamente due colpi e armi sul posto non sono state rinvenute.

Roma spara nessuno impara – Quanto accaduto a Ponte di Nona, al di la delle considerazioni e dei moventi, è un fatto di rilevanza sociale. L’intera frazione a sud-est di Roma è spesso etichettata come “periferia disagiata” senza soffermarsi sulle cause e sul significato di “periferia”, termine obsoleto e inflazionato. A nulla servono gli sforzi di chi cerca di vivere onestamente o di chi opera nel sociale attraverso percorsi di educazione e informazione: devono accadere sempre tragedie del genere perché queste zone facciano notizia. E così quartieri nati con le più alte propensioni e aspettative sociali e urbanistiche, si ritrovano a convivere con i loro profondi paradossi in preda al malaffare politico-criminale. La questione è prima di tutto politica, perché conviene mantenere un certo stato di cose. Bisogna frazionare quartieri mal collegati e dissanguare di legalità luoghi con dispersione scolastica elevata, il tutto in funzione di un banchetto dal sapore puramente elettorale: dividi et impera. Questa è la politica nel Municipio VI  – cui rientrano Ponte di Nona, Tor Bella Monaca, Torre Angela e Tor Vergata – riflesso di quella comunale. Il grande bacino del municipio VI – oltre 200mila abitanti – sembra essere destinato a rimanere mero bastione anti-sociale senza possibilità di emancipazione. La questione è poi anche criminale, perché con Mafia Capitale la torbida reputazione ha coinvolto l’intera città. Nei confini del sud-est romano dovrebbe preoccupare l’accondiscendenza fra criminalità e politica, oltre all’incapacità – spesso volontaria – di migliorare il territorio, che supera qualitativamente l’immagine dello spacciatore delle case popolari di viale dell’Archeologia o via Don Primo Mazzolari. Episodi di sangue come quello di stanotte sono i risultati di tutto questo, la violenza insita nelle vie e nei modi di reagire: frutti avvelenati di un seme chiamato “periferia”.

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