Emilia Romagna, Dalai Lama in visita: ”E’ il momento di lavorare duramente”

Emilia Romagna (15:14) L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non ha registrato scosse nella notte, l’ultimo evento sismico risale alle 22:18 di ieri con epicentro a Finale Emilia. Una tregua che sembra non esser arrivata a caso, difatti questa mattina il Dalai Lama ha visitato il campo di Friuli di Mirandola dove sono ospitate centinaia di persone le cui case sono rimaste inagibili.

 

Parole d’incoraggiamento e speranza: “Ero a Udine quando ho sentito del terremoto nella vostra zona – ha ricordato agli abitanti il Dalai Lama -. Molte persone sono morte, ci sono state diverse distruzioni anche di industrie e sapendo di non poter fare nulla ho fatto una preghiera per tutti voi. E poi alla prima occasione di poter venire a salutarvi sono venuto. Dovete essere determinati, solo questo vi aiuterà a costruire una nuova casa e a tornare a guardare al futuro. Ho visto case e industrie distrutte arrivando qui. E’ un disastro. Vedendo questa distruzione ho provato profondo dispiacere. In passato ho visitato altri posti dove ci sono stati disastri naturali e ho sempre convinto le persone a pensare al futuro”.
Il Dalai Lama ha poi affermato: “Non è giusto venire a mani vuote in un posto colpito da questo disastro. Per questo motivo donerò altri 50.000 dollari a queste popolazioni”.

Il leader tibetano si è poi recato a Matera, dove rivolgendosi a una ragazza che ha perso un parente a causa del sisma ha detto: “Questo è il momento di lavorare duramente, cercando di non pensare alle cose perdute con il terremoto. la perdita di una persona a causa di queste calamità fa parte della vita. Ma per le persone morte sapere che siamo preoccupati e tristi per loro rende tristi loro stesse. Se invece noi riusciamo ad avere una reazione, loro sono più felici. Anch’io mi sentivo del tutto svuotato dopo la morte dei miei due tutori. Ma poi ho capito che la cosa migliore era cercare di realizzare le loro stesse aspirazioni”.

Importanti parole di sostegno ed incoraggiamento che servono agli abitanti di una delle regioni che prima del terremoto si era affermata come una delle quattro principali mete dai turisti culturali italiani ed una delle prime cinque mete culturali fra i turisti stranieri.

Enrico Ferdinandi

24 giugno 2012

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