Emilia Romagna, donati 13 mln: paura infiltrazioni mafiose

Nuove scosse di terremoto in Emilia Romagna dove nella notte sono state registrate, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), nove scosse, la più forte delle quali di magnitudo 2.8 avvenuta alle 3:26 con epicentro fra i comuni mantovani di Moglia e San Giacomo delle Segnate, e di quelli modenesi di Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Mirandola, Novi di Modena e San Possidonio.

Mentre il numero degli sfollati ha superato da giorni quota 16mila persone vengono diffusi nuovi dati sulla situazione delle strutture. Fin ora ne sono state controllate 6.323 di queste, 2.392 sono state classificate agibili, 1.081 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 356 parzialmente inagibili, 84 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 2.072 inagibili e 338 inagibili per rischio esterno.

Numeri che servono a far capire quanto sarà difficile la ricostruzione di questa regione. Buone notizie arrivano dalle donazioni per le popolazioni terremotate: fin ora sul conto corrente attivato dalla Regione Emilia-Romagna è stato versato oltre 1 milione di euro, altri 12 milioni sono stati donati tramite i così detti “sms solidali” e  105 mila euro donati dalle comunità di emiliano-romagnoli nel mondo e da Paesi esteri legati all’Emilia Romagna da progetti di cooperazione internazionale. Per un totale che supera i 13 milioni di euro.

Primi fondi economici (altri sono in arrivo dal governo e dall’Unione Europea) e idee su come agire per la ricostruzione ci sono, anche la buona volontà della popolazione non manca, lo spettro della mafia però è sempre latente per questo bisogna sempre restare vigili.

Paura questa espressa dal procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, prima di intervenire alla presentazione del Rapporto sulla presenza mafiosa in regione curato da Enzo Ciconte, in corso a Bologna nella sede della Regione: “La ricostruzione post-terremoto -afferma Alfonso – farà arrivare in Emilia-Romagna tanto denaro e sarà una buona occasione anche per la criminalità organizzata, che non vorrà sicuramente mancare. Perciò occorre restare vigili e mettere in campo tutti gli strumenti che il legislatore ci mette a disposizione per fermare l’infiltrazione. Non si può fermare la ricostruzione perché c’è paura di infiltrazioni”.

Per il procuratore è quindi necessario ce vengano utilizzati tutti gli strumenti già esistenti: “e anche di qualcun altro che potrebbe arrivare a breve per integrare le norme attuali in particolare sulla documentazione antimafia”. Alfonso ha ricordato che il governo “sta lavorando per apportare modifiche al decreto legislativo sul Codice antimafia, nel testo originario si prevedevano norme che sarebbero entrate in vigore solo dopo due anni dalla creazione di un’apposita banca dati, ma visto che oggi non sarebbe facile creare questa banca dati le norme non sarebbero mai entrate in vigore il Governo ha già approvato l’entrata in vigore da subito. Ora il testo è al vaglio delle commissioni parlamentari e spero venga presto approvato”.

Altro allarme è quello legato al turismo che ha spinto gli albergatori emiliani ha chiedere a Mario Monti un suo personale intervento volto a rassicurare non solo gli italiani ma il mondo intero sulla fruibilità delle strutture ricettive e del patrimonio culturale.
Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha dichiarato: “In questi giorni abbiamo scritto al Presidente del Consiglio per ringraziarlo di quanto il ministro del Turismo, il ministro degli Esteri e l’Enit hanno fatto per avviare iniziative di rilancio e di corretta informazione, ma gli abbiamo anche chiesto un suo intervento personale per rassicurare gli italiani e il mondo intero. Dobbiamo peraltro evitare che il terremoto dopo aver causato danni e sofferenze nelle località colpite dal movimento tellurico, determini ulteriori effetti negativi anche su attività economiche e località che non sono state interessate direttamente dal sisma”.

Enrico Ferdinandi

13 giugno 2012

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