Giù le mani dagli olmi di via Mac Mahon

Giù le mani dagli olmi di via Mac Mahon

 olmi mac mahonMILANO — Il presidio di stamattina in Piazza Diocleziano non ha fermato l’abbattimento degli olmi in via Mac Mahon a Milano. Contro l’abbattimento erano presenti molti abitanti della zona, con il comitato civico di quartiere, la consigliera di zona 8 Simona Amore, oltre ad esponenti di «NoixMilano», il movimento civico di Nicolò Mardegan che, pur partendo dall’area di centro destra, sta raccogliendo adesioni trasversali senza distinzioni di età e genere o di luogo, dalla periferia al centro, proprio per la volontà di dar voce ai cittadini e ai problemi del territorio. Da «NoixMilano» è arrivata anche una contestazione in merito ad alcune irregolarità amministrative relative al cantiere.

Da questo desiderio di partecipazione è nato un dibattito senza sosta tra l’amministrazione e i cittadini del quartiere, supportati dal consiglio di zona 8 e, da circa un anno, dal comitato civico di tutela degli olmi, proprio in merito agli alberi di via Mac Mahon al fine di trovare una strada alternativa al progetto iniziale che avrebbe visto decimare l’intero filare di alberi che costeggia la linea tramviaria. Azione ritenuta necessaria dalla Giunta Pisapia e dall’ATM per consentire il rifacimento delle rotaie, ormai inagibili. Il tram 12 è infatti stato sostituito da un paio d’anni con un autobus perché le radici degli olmi, dopo circa settant’anni settantina, avevano piegato pericolosamente le rotaie in più punti.
Dopo prove di trazione sulle singole piante, era stato stabilito di abbattere “solamente” le ventinove piante, più vecchie e malate e che realmente creano problemi alla sede tramviaria, delle centosettantotto previste in partenza.

A parere della Giunta Pisapia e dell’ATM questi ventinove alberi sarebbero assolutamente da abbattere. Queste le dichiarazioni dell’assessore comunale Franco D’Alonso: «La situazione di quella linea di tram è oltre il limite di sicurezza normale. Noi prima di tutto dobbiamo occuparci della sicurezza dei cittadini. Si sta facendo tutto il necessario per non abbatterli ma è inesorabile che quando ci sono lavori in una città come Milano emergono questi temi e bisogna fare valutazioni».
Mentre per il comitato civico, stando agli studi dell’architetto urbanista del Politecnico di Milano Giuseppe Boatti, gli olmi che creano problemi alle rotaie non supererebbero le cinque unità. Una mattanza ritenuta inutile dal comitato che però non è riuscito nell’intento di bloccarla.

I punti contestati dal comitato, con richiesta di modifica del progetto esecutivo, riguardano la scelta di voler abbattere non solo i sei alberi che interferiscono visibilmente con i binari, ma anche gli altri ventidue ritenuti instabili in base alle prove di trazione e ad una valutazione visiva, quindi indipendentemente dalla posa dei nuovi binari.
Una scelta inaccettabile per il comitato civico che aveva richiesto di sospendere i lavori fino a settembre con una mozione urgente proposta dalla maggioranza di zona 8.

I motivi erano i seguenti:

1. Perché la metodica modellistica delle prove di trazione e della valutazione della resistenza al vento è proposta dall’impresa e non validata né dal Comune né da altri enti competenti sovraordinati;
2. Perché è del tutto privo di senso che tali prove vengano effettuate e producano effetti immediatamente esecutivi solo in Mac Mahon, dove non è mai caduto nessun albero, quando non esiste alcun piano per la generalizzazione delle stesse prove  sulle centinaia di migliaia di alberi esistenti in tutte le altre vie di Milano: la sicurezza dovrebbe essere uguale per tutti, oppure è un pretesto;
3. La valutazione di stabilità è stata fatta senza procedere preliminarmente alla potatura degli alberi (che non viene fatta da molti anni e che è assolutamente necessaria come dimostra la recente caduta di un ramo). La questione è fondamentale perché la potatura, riducendo la sezione al vento della pianta, riduce il momento a terra e dunque altera, favorevolmente, i risultati della resistenza al vento che viceversa, valutata su alberi non potati, ne condannerebbe 22;
4. La velocità del vento assunta per la valutazione di sicurezza (80 km/ora e 90 agli incroci ), rarissima persino in aperta campagna, appare assolutamente irrealistica all’interno di un contesto densamente edificato come quello della via Mac Mahon: il che deforma, peggiorandola, la valutazione di sicurezza
5. Non è stata presa in considerazione la soluzione più semplice, meno distruttiva e generalmente usata per la messa in sicurezza degli esemplari più deboli: la realizzazione di ancoraggi elastici, di assai facile realizzazione, grazie all’esistenza, nella via di numerosissimi punti di ancoraggio.

Inoltre il comitato sostiene che, accogliendo la richiesta avanzata di un soprarialzo del piano del ferro maggiore di 20 cm, estendendolo anche agli incroci, si sarebbe potuto evitare quasi totalmente il taglio delle radici ed il conseguente abbattimento di moltissime piante.

Paola Mattavelli
3 agosto 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook