Brindisi, killer ha parlato al plurale: ci sono complici?

Giovanni Vantaggiato l’uomo di Copertino ora in stato di fermo dopo aver confessato di esser stato lui ad  aver collocato, la mattina di sabato 19 maggio, l’ordigno davanti alla scuola Morvillo-Falcone, uccidendo la studentessa 16enne di Mesagne (Brindisi), Melissa Bassi e ferendone altre cinque, una delle quali in modo grave ha usato frasi al plurale, indizio che secondo gli inquirenti potrebbe star a dire che Vantaggiato non ha agito da solo e che potrebbero esserci dei complici.

In effetti i motivi del folle gesto non sono ancora chiari e solamente un nuovo interrogatorio, previsto per domani mattina alle 8:30 potrà servire a far luce su quanto avvenuto.
Vantaggiato, che ora si trova in isolamento in una cella del braccio femminile del carcere di borgo san Nicola, per evitare contatti con gli altri detenuti, è stato definito dai vicini di casa un uomo mite, riservato e che non aveva mai dato segni di esser in grado di un gesto simile. Gestore di una rivendita di gas e combustibili agricoli (quindi con le giuste conoscenze per costruire esplosivi), che in passato gli aveva portato grandi entrate economiche, Vantaggiato apparentemente sembra non aver vissuto alcun tipo di movente, scavando nel suo passato però si è scoperto che forse voleva colpire il tribunale perché i giudici non gli avevano dato pienamente ragione nella storia di una truffa da 300 mila euro di cui era stato vittima. Il 25 febbraio del 2008 il presunto truffatore, un agricoltore della zona, s’è trovato col cestino della bicicletta imbottito di esplosivo. Era stato Vantaggiato? Siccome adesso non stava economicamente bene come un tempo, potrebbe aver rimuginato su quell’inizio di rovina, potrebbe essersi sentito incendiato dal rancore. Polizia e carabinieri indagano anche su quell’episodio.

Enrico Ferdinandi

8 giugno 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook