Processo Scazzi, la Corte d’Appello conferma le condanne

Processo Scazzi, la Corte d’Appello conferma le condanne

maxresdefaultTARANTO – “Credo che resti sempre un processo abbastanza enigmatico: negli atti non c’è una prova degna di questo nome a carico di Sabrina Misseri. Purtroppo è così e bisogna andare fino in fondo, d’altra parte sapevamo che questo processo sarebbe finito comunque in Cassazione; se oggi ci fosse stata una riforma della sentenza l’avrebbe impugnata la procura generale. Aspettiamo le motivazioni e poi faremo l’ultimo passaggio”: così il legale di Sabrina Misseri, l’avvocato Nicola Marseglia, ha commentato la sentenza d’Appello che ha confermato l’ergastolo per Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, ritenute responsabili della morte di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana. La Corte si è pronunciata – infliggendo una pena di 8 anni – anche nei confronti di Michele Misseri per concorso in soppressione di cadavere e per furto aggravato del telefonino della vittima. Michele, che si è autoaccusato più volte dell’omicidio, potrebbe doversi difendere anche dall’accusa di autocalunnia: i giudici hanno infatti disposto la trasmissione di copia degli atti al procuratore della Repubblica, al quale spetterà il compito di verificare se ci siano gli elementi per poter procedere anche in questa direzione.

La Corte tarantina ha condannato Cosima, Michele e Sabrina al risarcimento dei danni alla famiglia Scazzi e al Comune di Avetrana. In attesa che venga istituito apposito dibattimento per quantificare la somma da risarcire, i giudici hanno stabilito una provvisionale di 50mila euro ciascuno ai genitori di Sarah e di 30mila euro per il fratello Claudio.

Sempre nell’ambito del processo, i giudici hanno condannato a 6 anni ciascuno anche Carmine Misseri e Cosimo Cosma per concorso in soppressione di cadavere. 2 anni inflitti pure all’ex difensore di Sabrina, Vito Russo, per intralcio alla giustizia mentre per i 3 fiancheggiatori la Corte ha stabilito un anno di reclusione ciascuno ad Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano e 16 mesi a Giuseppe Nigro, con pena sospesa.

Soddisfazione – se così la si può definire – da parte di Concetta Serrano, madre di Sarah e sorella di Cosima: “Chi uccide merita l’ergastolo. Speravo in questo, chi uccide merita questo” ha ripetuto più volte ai giornalisti, ringraziando anche i Pm, la Corte e il legale di parte Walter Biscotti, che ha ricordato: “Non ha vinto nessuno perché Concetta, Giacomo e Claudio hanno perso una figlia e una sorella”.

Davide Lazzini
28 luglio 2015

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