Emilia Romagna: 400 scosse in tre giorni, si teme il “Big One”

Continua a tremare la terra emiliana, nella notte, nella fascia oraria compresa fra la mezzanotte e le 5:20 del mattino, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato 23 nuove scosse, la più forte delle quali è avvenuta alle  00:42 con magnitudo 2.9 ed epicentro vicino ai comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.

Ricordiamo che in queste zone dalla prima violenta scossa dello scorso venti maggio la terra non a smesso di tremare nemmeno per un giorno ed il bilancio complessivo di danni e vittime si fa ogni giorno più alto: 24 morti (sopratutto operai rimasti schiacciati sotto le macerie dei tantissimi capannoni industriali crollati benché di recente costruzione), 350 feriti, 15.000 sfollati, centinaia di case ed edifici inagibili e danni all’economia locale per milioni di euro.
Mentre la procura di Modena ha aperto un’inchiesta per far luce sui crolli dei capannoni industriali  crollati seppur dichiarati a norma la popolazione è chiamata a far i conti con un altro grave fenomeno: quello dello sciacallaggio.
Ogni giorno si fanno sempre più difficili le condizioni degli sfollati: nelle cinque tendopoli di Finale Emilia, così come nelle altre della Bassa allestite dopo i sisma del 20 e del 29 maggio, sta per scoppiare un’altra emergenza, quella del caldo. A Finale sono ospitate circa 2200 persone ma il sindaco Fernando Ferioli, accogliendo la proposta del prefetto Franco Gabrielli, invita le persone ad accettare l’ospitalità negli alberghi. Ferioli ha affermato che: “Quando arriveranno le ondate di calore che qui possono raggiungere i 40 gradi nelle tende sarà impossibile stare e non potremo installare condizionatori perché non abbiamo energia elettrica sufficiente”.

Aggiornamento delle ore 17:21

Mentre la terra in Emilia è continuata a tremare anche nel pomeriggio il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in un video-messaggio per le celebrazioni del 2 Giugno, ha dichiarato che: “L’impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo, e lo dico con fiducia innanzitutto a voi, gente emiliana, conoscendo la vostra tempra”.
Negli ultimi tre giorni si contano oltre 400 scosse nei territori compresi tra il modenese e le province di Ferrara e Mantova, un numero incredibile, senza precedenti che sta mettendo in ginocchio la popolazione e la sua economia e che sta facendo crescere giorno dopo giorno non solo l’allarme dovuto dall’azione indegna degli sciacalli ma anche per la paura dell’arrivo del così detto “Big One”. Si tratta della paura che a tutte queste scosse di minor entità possa seguirne una molto violenta, dagli effetti devastanti. La Protezione civile e l’INGV però hanno rassicurato i cittadini affermando che “lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area”.

Enrico Ferdinandi

1 giugno 2012

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