Anziani maltrattati a Prato, 17 indagati

Anziani maltrattati a Prato, 17 indagati

PRATO – Sono diciassette gli indagati per “maltrattamenti fisici e morali e lesioni nei confronti di anziani degenti, anche affetti da gravi patologie e non autosufficienti, di una casa di riposo a Prato”. Sospensioni dal pubblico servizio per nove tra infermieri e operatori socio sanitari della struttura in questione, e per altri otto dipendenti. I diciassette, oltre che per ripetute vessazioni nei confronti delle vittime, sono indagati anche per furti di denaro.
“Una situazione grave – spiega un responsabile della direzione Sanitaria della Asl 4 di Prato – di umiliazione continua degli anziani, anche in momenti delicati della loro vita, e un contesto generalizzato di tali condotte. Quotidiani erano i maltrattamenti fisici e morali nei confronti dei degenti, sottoposti, senza alcun motivo, a strattonamenti e a condotte lesive della loro integrità fisica. Altrettanto quotidiane erano le condotte di dileggio e ingiuria verso gli ospiti della residenza, che denotano una costante volontà vessatoria nei confronti dei malati”.
I nomi degli indagati, diffusi solo poche ore fa, sarebbero i seguenti: Daniela Lascialfari, 54 anni, Chantal Abi, 50 anni, Cristina Cianella, 59 anni, Fiorella Parlanti, 57 anni, tutti di Prato, Alessandro Pozzato, 42 anni di Montale, Maria Grazia Carenzi, 54 anni di Pistoia, Liviana Pastorelli, 54 anni di Carmignano, Filomena Di Lillo, 51 anni di Montale, Biagio Carta, 42 anni di Prato.
L’indagine, partita nel novembre dell’anno scorso in seguito a una segnalazione esposta da parte di due studenti tirocinanti, è stata portata a termine grazie all’istallazione di nove telecamere nascoste sparse nella struttura: “Quello che mi ha più colpito delle immagini – ha spiegato il vice questore Nannucci – è vedere gli anziani che si proteggono la testa quando nella stanza entrano un paio degli indagati”. “Cambieremo tutto il personale – ha promesso il vice commissario Carli – perché anche chi ha visto e non ha detto niente non merita di stare in quella struttura”.
Disgustato anche il sindaco di Prato, Matteo Biffoni: “Sono degli animali. Quello che hanno fatto queste persone, che si sono approfittate di esseri umani già in difficoltà, mi disgusta e mi fa rabbrividire. Talmente tanto che mi auguro, con grande determinazione, che i responsabili vengano puniti dalla legge nella maniera più dura”.

Mirko Olivieri
11 luglio 2015

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