Stupro nella capitale, fermato un militare della Marina

Stupro nella capitale, fermato un militare della Marina

Giuseppe FrancoROMA – Con ogni probabilità è stato un militare ad aver violentato martedi scorso la 16enne abusata nel rione Prati. Il fermato si chiama Giuseppe Franco e lavora all’Arsenale della Marina. Il 31enne, originario del cosentino, è stato condotto in questura e lì – dopo essersi difeso sostenendo che la minore fosse consenziente – ha atteso la convalida del fermo chiesta dal Pm Eugenio Albamonte. Il militare è stato sospeso dall’impiego dal ministero della Difesa, Ente pronto a costituirsi al processo.

Gli agenti della Squadra Mobile coordinata da Luigi Silipo sono risaliti al militare grazie alle telecamere presenti in vari punti del rione e alle testimonianze fornite dalle amiche della vittima, che collimano con il racconto della minore abusata. Ad avvalorare l’ipotesi accusatoria ci sarebbe inoltre la bicicletta – trovata nei pressi del luogo della violenza – che il militare avrebbe adoperato la sera dello stupro e che suo fratello, dopo alcune ore, era andato a recuperare.

Franco, spacciatosi per un agente, aveva chiesto i documenti alle tre ragazze che tornavano da uno spettacolo di fuochi d’artificio a Castel Sant’Angelo. Con la scusa di accertamenti in commissariato e dopo averle rimproverate perché stavano bevendo birra, il 31enne si è allontanato con una di loro, ospite a Roma delle amiche. Una volta solo con la vittima, l’aggressore ha svelato le carte e invece di condurla in centrale l’ha portata in un campo nei pressi di via Teulada, dove è avvenuto lo stupro.

Al termine dell’abuso il finto agente è tornato indietro con la giovane ma dopo aver visto la madre di una delle ragazze, chiamata dalla figlia, si è subito dato alla fuga. La sequenza è stata ripresa dalla telecamera di un negozio della zona.

Il questore di Roma Nicolò D’Angelo è amareggiato di quanto accaduto ma riconosce il buon lavoro svolto dai propri colleghi: “Mi dispiace per quello che è successo, ma siamo soddisfatti perché in tempi record i nostri investigatori hanno individuato l’autore del fatto”.

Il portavoce di Forza Italia alla Camera, Mara Carfagna, poco dopo il fatto di violenza ha chiesto una punizione esemplare: “nel caso in cui l’uomo fermato oggi venisse riconosciuto colpevole speriamo vivamente che venga inflitta la più severa delle pene”. Parole simili anche da parte di Rosa Calipari (Pd), vicepresidente della Commissione Difesa della Camera: “La tolleranza zero vale per tutti, ancora di più per chi veste una divisa”. Duro anche Salvini, che sulla sua pagina social ha scritto: “Per lo schifoso, di qualunque razza sia, castrazione chimica e via”.

Davide Lazzini
2 luglio 2015

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