Non era ‘falsa cieca’, tribunale assolve

Non era ‘falsa cieca’, tribunale assolve

A_e73c4c8987PISA – “ Giustizia è stata fatta, ma niente e nessuno potrà restituire a me e alla mia famiglia il male che ci è stato procurato” – queste sono state le prime parole, dopo la lettura della sentenza di assoluzione, di Lorella Barbuti. La donna, nel Maggio del 2013, era stata accusata di truffa ai danni dello Stato perché ritenuta “falsa cieca” in seguito a degli accertamenti della Guardia di Finanza. Venne così denunciata perché secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle avrebbe percepito un’ indennità di accompagnamento senza averne titolo.

Il Tribunale di Pisa dopo un anno e mezzo l’ha assolta da quest’accusa, ad ascoltare con lei la sentenza in aula, oltre al suo avvocato Marco Guercio, i suoi familiari e i suoi amici più cari che l’hanno sempre sostenuta in questa battaglia. “Ringrazio l’Unione Italiana Ciechi, che è sempre stata dalla mia parte e che si è sempre detta orgogliosa del mio percorso di riabilitazione funzionale e il mio avvocato, ringrazio la mia famiglia, che in questi anni ha subito la cattiveria e il sospetto insieme a me” – con queste parole la Barbuti ringrazia chi le è stato accanto in questi mesi di sofferenza e di sospetti. “In tribunale sono stata accusata di non essere cieca perché porto i tacchi, perché mi trucco, perché ballo e perché prendo il caffè senza far cadere in terra il cucchiaino. In pratica sono stata accusata di aver combattuto la mia disabilità cercando di condurre una vita normale e felice” – prosegue ancora la signora e ricorda anche quando è finita su tutte le pagine dei giornali con i filmati dei finanzieri diffusi da radio e televisioni. All’epoca dei fatti il figlio maggiore della donna, Juri Sbrana, era vice sindaco Pd del comune di San Giuliano Terme, per i sospetti sulla madre fu costretto ad abbandonare la politica e ricostruirsi una vita da zero lontano da tutti a causa del clima di sospetto e d’isolamento nel quale la famiglia era stata relegata. La Barbuti è sempre più decisa a fare giustizia e smascherare le persone che hanno contribuito a questo processo farsa nei suoi confronti. Inoltre ha proseguito la donna: “nessuno più dovrà essere posto sotto giudizio perché riesce a combattere i propri limiti fisici vivendo una vita quasi normale. Da oggi il mio impegno principale sarà di raccontare la mia storia e vorrei impegnarmi per realizzare un sogno: contribuire alla nascita di una scuola di danza per i non vedenti”.

Marilena Tuveri

17 Giugno 2015

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