Fermato il presunto omicida di Mario Piccolino

Fermato il presunto omicida di Mario Piccolino

mario-piccolino-latina24oreFORMIA – Le forze dell’ordine hanno arrestato il presunto omicida di Mario Piccolino, il legale e blogger ucciso il 29 maggio scorso con un colpo di pistola alla testa mentre si trovava alla scrivania del suo studio privato. Decisive ai fini della cattura sono state le immagini delle telecamere presenti nei pressi della scena del delitto, da cui è stato preso il numero di targa del pick up allontanatosi poco dopo l’omicidio. Il fermato si chiama Michele Rossi, 60 enne residente nei pressi di Formia.

Le indagini e le analisi dei fotogrammi sono state eseguite dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina e dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma, Carlo Lasperanza e Alfredo Mattei (sostituto procuratore della Repubblica di Cassino). Oltre alle numerose immagini, a inchiodare Rossi ci sarebbe il testimone che il 29 maggio vide in faccia l’assassino: secondo quest’uomo non ci sarebbe “ombra di dubbio”; è stato Michele Rossi a sparare a Mario Piccolino.

Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza dagli inquirenti, il movente dell’omicidio non sarebbe legato alla criminalità organizzata ma a vecchi dissapori personali tra i due; come riferito dagli agenti, Piccolino aveva “rappresentato un privato in una procedura civilistica, proprio contro Rossi, relativamente ad una causa per il possesso di una grotta, in realtà un’abitazione scavata nel tufo, sita a Ventotene”. Nel corso dell’iter processuale, Rossi “aveva posto la grotta in comunicazione con un appartamento contiguo, già di sua proprietà, procedendo a lavori di ristrutturazione, evidenziando sicurezza su come sarebbe stata definita la lite giudiziaria”.

La vicenda civile si concluse nel 2003 con sentenza della Cassazione “che reintegrava gli assistiti dell’avv. Piccolino nel possesso della grotta”. Sarebbe proprio questa la circostanza che, secondo gli agenti, “si pone come ragionevole movente dell’omicidio, in considerazione anche del fatto che la causa non si è svolta seguendo i normali schemi, ma è stata caratterizzata da una situazione di pesante attrito culminata in una denuncia penale che ha determinato un forte livore” di Rossi nei confronti del legale.

La questura capitolina e quella di Latina evidenziano che “la vicenda” era già andata oltre “i limiti del normale contenzioso” e questo lo dimostra “il fatto che il 22 settembre 2014 l’avv. Piccolino pubblicava sul suo blog ‘Free Village’ un pungente articolo che richiamava l’esito dell’intera vicenda processuale con precisi riferimenti” proprio a Michele Rossi. Il fermato verrà trasferito nel carcere di Cassino in attesa dell’udienza di convalida del fermo, che si svolgerà domani in mattinata.

Davide Lazzini
16 giugno 2015

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