Istat: Italia sempre più “vecchia”, popolazione a crescita zero

Istat: Italia sempre più “vecchia”, popolazione a crescita zero

anzianiROMA – La popolazione italiana registra una crescita vicina allo zero. A renderlo noto è l’Istat che, per l’anno 2014, segnala un saldo negativo di quasi 100 mila unità del movimento naturale della popolazione (nati meno morti), un picco mai raggiunto nel nostro Paese dai tempi del primo conflitto mondiale – siamo arrivati a 60.795.612 unità, con un aumento di appena 12.944 rispetto all’anno precedente, di cui più di 5 milioni (8,2%) di cittadinanza straniera. La mortalità resta stabile, con una lieve diminuzione in valore assoluto (-2.380).

Nonostante rappresentino il 14,9% del totale dei nati, anche le nascite di stranieri continuano a diminuire (-2.638). Un’Italia sempre meno attraente: gli iscritti in anagrafe provenienti dall’estero nel 2014 sono stati quasi 280 mila, di cui il 90% sono stranieri, gli italiani che rientrano dopo un periodo di emigrazione all’estero sono poco meno di 30 mila. Al contrario, coloro che hanno lasciato il nostro Paese sono circa 136 mila, di cui 90 mila sono italiani. Stanno quindi aumentando gli emigrati e diminuendo gli immigrati. Complessivamente, spiega l’Istat, la variazione della popolazione è stata determinata dalla somma delle seguenti voci di bilancio: il saldo negativo del movimento naturale (-95.768 unità), il saldo positivo del movimento migratorio con l’estero (pari a 141.303, in diminuzione rispetto agli anni precedenti), il saldo per altri motivi e per movimento interno (-32.591 unità).

Comunque ciò che continua nel nostro ‘Stivale’ è l’invecchiamento: i giovani (under 15) sono in calo così come la popolazione attiva (15-64 anni). Nel suo Bilancio demografico nazionale 2014, l’Istat ha fotografato un’Italia dall’età media di 44,4 anni, in costante aumento di due decimi all’anno nel periodo 2011-2014. L’età media è elevata in tutte le regioni d’Italia pur se con intensità differenti: al Centro-nord supera i 45 anni, mentre nelle regioni del Mezzogiorno i l valore è di poco superiore ai 43 anni. A livello regionale l’età media è più elevata in Liguria (48,3 anni) seguita da Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Piemonte e Umbria, che presentano valori superiori ai 46 anni. Sia al Centro-nord che nel Mezzogiorno ci sono regioni con valori al di sotto della media nazionale. Per esempio nel Trentino-Alto Adige è di 42,9 anni e in Campania di 41,5 anni.

Continua la riduzione della popolazione con meno di 15 anni di età: al 31 dicembre 2014 è pari al 13,8%, 2 punti decimali in meno rispetto al 2011. Anche la popolazione in età attiva prosegue la sua contrazione passando da un valore superiore al 65% nel 2011 al 64,5% nel 2014. In aumento invece la popolazione anziana (65 anni e oltre) che è pari al 21,7%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2011. In particolare, i cosiddetti “grandi vecchi” (80 anni e più) crescono ogni anno di un punto decimale, arrivando nel 2014 al 6,5% della popolazione. Le persone ultracentenarie in vita al 31 dicembre 2014 sono 19 mila (3 mila uomini e 16 mila donne). Le persone con almeno 105 anni sono più di 800, di cui un centinaio solo uomini. Infine le persone con 110 anni e oltre sono 18, tutte di genere femminile, delle quali la più fortunata ha compiuto 115 anni e risiede in Piemonte.

Marica Valentini
16 giugno 2015

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